POTENZA SOTTO TONO FERMATO SUL PARI DA UNA MODESTA TURRIS

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ROCCO SABATELLA

Il pareggio contro questa Turris equivale ad una sconfitta per il Potenza che ha perso

una grossa occasione per fare poker di vittorie consecutive e rimanere stabilmente al

terzo posto della classifica. E’ stata anche una brusca frenata alle ambizioni e

all’entusiasmo che si era creato in tutto l’ambiente che non nascondeva una certa

fiducia nel ciclo di partite da giocare, ossia Turris, poi Benevento, Sorrento e Cerignola

al Viviani per avvicinarsi alla vetta della classifica ed entrare nel ristretto novero delle

formazioni in lotta per il primo posto. Pur avendo avuto il predominio per lunghi tratti

della partita, la squadra di De Giorgio non ha ripetuto le ultime prestazioni fatte di

intensità, velocità e anche fluidità di gioco. Oltre che di cinismo e precisione nell’area

avversaria. Nel primo tempo, pur avendo marcato un possesso palla superiore agli

avversari che si difendevano solo e agivano in contropiede, il Potenza ha giocato al

piccolo trotto favorendo così la squadra avversaria che ha avuto sempre il tempo per

disporsi bene in fase difensiva e rintuzzare i tentativi del Potenza. Ci aspettavamo molto

di più dai rossoblù soprattutto in quella che è la sua migliore caratteristica, ossia il

gioco offensivo per aggirare la difesa della squadra di casa. Che non ha funzionato al

meglio visto che Caturano ha avuto pochi palloni giocabili, Schimmenti ancora una volta

è stato sacrificato a sinistra per la bellezza di 74 minuti e Rosafio si è visto solo nella

battuta degli angoli e una volta nella ripresa quando ha chiamato l’ex portiere Marcone

al miracolo per deviare una sua conclusione. Un po’ poco per un giocatore che deve

occupare per forza la corsia destra e penalizzare Schimmenti. Tenere per così lungo

tempo Schimmenti sul lato sbagliato è stata ancora una volta una scelta errata da De

Giorgio ed è stata dannosa e non poco per il Potenza. Evidentemente quanto fatto dal

giocatore siciliano contro il Messina, ossia l’assist per il gol vittoria di Castorani ed altre

pregevoli giocate a destra, non è bastato a convincere De Giorgio sulla scelta più logica e

vantaggiosa che avrebbe dovuto fare a Torre del Greco: schierare Schimmenti sul lato

destro dove il giocatore è davvero devastante. Desta meraviglia che il tecnico rossoblù

pensi più al singolo giocatore, nella fattispecie agevolare Rosafio nel tenerlo a destra

piuttosto che preoccuparsi degli interessi del Potenza. E se ci fosse bisogno di una

conferma di quanto andiamo dicendo da tempo su dove deve giocare Schimmenti, basta

segnalare come l’occasione più ghiotta creata dal Potenza contro la Turris se l’è

costruita il giocatore siciliano che, in velocità ha superato i difensori campani e si è

presentato solo davanti al portiere della Turris salvo poi sbagliare clamorosamente la

mira e mettere incredibilmente fuori il tiro che avrebbe potuto dare i tre punti al

Potenza. Nel calcio non esiste la controprova ma siamo convinti che se Schimmenti

avesse ieri pomeriggio giocato a destra dall’inizio partita, adesso staremmo a

raccontare di un altro esito della gara con la Turris. L’unico a intestardirsi nel preferire

far giocare Rosafio anziché Schimmenti a destra è De Giorgio. Così facendo prende una

decisione contraria agli interessi del Potenza pur sapendo dove Schimmenti si esprime

meglio. E alla fine, come qualche collega gli ha ricordato nella conferenza di sabato

scorso, De Giorgio poteva con un’altra decisione risparmiare un doppio danno. Ossia

sprecare tutte e due le corsie laterali della fase offensiva anziché una sola decidendo di  

posizionare Rosafio a sinistra. Anche la gestione delle sostituzioni di ieri pomeriggio

non ci è parsa molto convincente. Possibile che Felippe non potesse stare in campo

ancora un po’? Troppo pochi sessanta minuti in campo e soprattutto il Potenza ha perso

le geometrie del brasiliano quando avrebbe potuto fare un forcing finale più ordinato

per arrivare alla vittoria. Se poi De Giorgio lo ha tolto dal campo perché diffidato per

preservarlo per il Benevento, sarebbe stata una contraddizione palese con quanto detto

sabato scorso dall’allenatore. Perchè mandare in campo Rossetti ormai con tutti e due i

piedi fuori dal Potenza e vicino alla cessione e non puntare invece sul giovane Mazzeo?

A dire il vero se c’era un giocatore che meritava la sostituzione, questi era Novella che

ieri è sembrato il Novella disastroso delle prime giornate. Basti dire che la Turris nella

ripresa ha preso coraggio avendo capito che il diavolo non era cosi brutto come era

stato dipinto e si è reso molto pericolosa con una serie di iniziative tutte partite da

sinistra e concluse con cross insidiosi sui quali Novella era sempre in ritardo e piazzato

male che hanno creato molto spavento ai difensori centrali del Potenza che hanno

dovuto ingaggiare una lotta furibonda con Trotta sulle palle alte. E alla fine Verrengia e

Sciacca con l’aiuto di Castorani ed Erradi hanno avuto la meglio visto che Alastra è

rimasto inoperoso. Novella svagato è stato poi ammonito e salterà la gara con il

Benevento. E’ stato comunque il Potenza ad avere le occasioni migliori, quelle descritte

di Rosafio e di Schimmenti nella ripresa oltre ad un paio di tiri di Castorani parati

dall’ex Marcone e ad una serie di corner battuti da Rosafio sui quali nessun giocatore

del Potenza è riuscito nella deviazione vincente con il portiere di casa fuori causa. Era

nel primo tempo che il Potenza doveva far valere la sua migliore organizzazione di

gioco, la migliore qualità dei suoi reparti e anche doti tecniche nettamente superiori. E

invece poche chances nell’area avversaria se si eccettua una bella imbucata di Felippe a

sinistra per servire Schimmenti il cui tiro a colpo sicuro viene deviato in corner da un

difensore. Poi cross imprecisi dalla destra tutti preda dei difensori torresi e in

particolare del ghanese Ndiaye e di Cocetta insuperabili di testa. Cocetta che verso la

fine della prima frazione di gioco, da un angolo di Nocerino, di testa ha sfiorato il palo

spaventando Alastra che forse non ci sarebbe arrivato se il tiro fosse stato nello

specchio della porta. Discreto l’arbitraggio di Di Loreto che ha usato lo stesso metro di

giudizio su alcune azioni dubbie, due per parte, nelle due aree di rigore. Facendo

continuare sui contatti ai danni di Caturano e Schimmenti e poi su un tocco di braccio di

Verrengia ma chiaramente attaccato al corpo e quindi senza fare volume e su una

caduta in area di Castellano ammonito per simulazione. Dispiace questa inattesa

battuta di arresto contro un avversario con tanti problemi che non poteva costituire un

ostacolo insormontabile. Purtroppo il Potenza non ha fatto il Potenza e le poche

occasioni create, anche se clamorose, non sono bastate per i tre punti. La vetta si è

allontanata ma non deve diminuire la voglia della squadra di continuare questo

ambizioso cammino. A cominciare dalla partita di domenica prossima con il Benevento.

Speriamo che torni in campo finalmente D’Auria per due motivi: per le sue indubbie

doti e perché la sua presenza consentirebbe a Schimmenti di tornare nella sua confort

zone.

 

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Rocco Sabatella...

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