IL POTENZA SPROFONDA SEMPRE DI PIU’

0
ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

Come volevasi dimostrare: nemmeno con la cordata rappresentata da Raffaele Niutta si potrà quagliare qualcosa di positivo. Nel senso che ancora una volta Vertolomo e Vangone hanno, ma ormai questa non è più una novità, cambiato parere su come arrivare alla cessione delle quote del Potenza all’imprenditore di San Giorgio a Cremano. Sembrava che una sorta di accordo fosse stato trovato , accordo che prevedeva per i restanti mesi della stagione una compartecipazione alle spese di gestione e dei debiti pregressi nella misura del 50 per cento. Ma con la scusa che  questa compartecipazione nella gestione della società non  era praticabile per la dura opposizione dei tifosi rossoblù che ancora una volta hanno ribadito che loro per tornare sugli spalti del Viviani vogliono che Vertolomo e Vangone non abbiano più niente a che fare con Potenza,  i due proprietari hanno cambiato, come al solito, le carte in tavola e adesso vogliono che il gruppo Niutta provveda subito ad acquisire il Potenza senza passare per la compartecipazione. Operazione che non andrà mai in porto perché la cordata Niutta o qualsiasi altra cordata hanno ben capito che si tratterebbe di un’operazione molto pesante dal lato economico che riesce molto difficile, se non addirittura impossibile, sostenere. Per cui qualsiasi imprenditore serio e sottolineiamo serio, non farà mai un accordo di questo genere con i due signori campani. Perché, facendo un po’ di calcoli anche approssimativi per difetto, acquistare adesso tutto il Potenza significherebbe sborsare dalla tasca una cifra che può essere quantificata almeno in 250 mila euro, ammesso che i debiti pregressi ammontino realmente, come sostiene Vangone, a non più di 50 mila euro. Gli altri 200 mila euro, ovviamente, servono per la gestione corrente fino a maggio prossimo.  Invece noi crediamo che i debiti siano molto di più  e questo, in assenza ancora delle carte contabili, ha fatto sorgere più di qualche dubbio a Niutta che in primo momento si è fidato di Vangone e che un pensierino concreto alla compartecipazione l’aveva sicuramente fatto. Per sbloccare la situazione occorrerebbero due o tre cose molto semplici: la prima ripartire dall’accordo che prevede la compartecipazione delle spese. Ma  allo stesso tempo fare subito il passaggio della società da Vangone e Vertolomo senza aspettare il mese di giugno. E contestualmente nell’accordo di cessione deve essere sancito e scritto che i due proprietari del Potenza si impegnano a versare alla cordata Niutta il 50 per cento delle spese di gestione e dei debiti pregressi, come era stato stabilito nel corso dei ripetuti incontri intercorsi tra lo stesso Niutta e i proprietari del Potenza.  Ovviamente partendo dal fatto che la cordata interessata abbia potuto visionare le carte contabili e abbia potuto accertare la veridicità delle affermazioni di Vangone sull’entità dei debiti. E infine, un’ultima cosa molto importante: quando, eventualmente, si andrà dal notaio per sottoscrivere l’accordo di cessione del Potenza, Raffaele Niutta, per garantirsi che Vangone e Vertolomo mantengano fede a quanto sancito nell’accordo, devono pretendere che i due presidenti del Potenza depositino nella mani del notaio un assegno circolare oppure un libretto di risparmio bancario per una somma corrispondente alla metà delle spese di gestione e dei debiti concordati. Che  dovrebbe aggirarsi, sempre che Vangone riesca a dimostrare che  non mente sui debiti,  sui 125 mila euro. Con una fava si prenderebbero due piccioni: finalmente ci si libera definitivamente di questi due personaggi e la cordata Niutta può progettare il rilancio del Potenza per l’anno prossimo. In caso contrario, lo diciamo con la morte nel cuore, ci dobbiamo augurare che il fallimento sportivo del Potenza targato Vangone  e Vertolomo, prosegua inarrestabile fino alla retrocessione. E che sarebbe, in fin dei conti, l’unica possibilità rimasta per non sentire parlare più a Potenza di Vangone e Vertolomo.  A malincuore ce ne faremo una ragione e aspetteremo tempo migliori per la resurrezione del Potenza.  Ci dispiacerà per la squadra e per il gruppo dei giocatori che sono i meno colpevoli di questo caos e che non sanno più a che santo votarsi, ma purtroppo questa è la cruda ed amara situazione in cui il Potenza è stato precipitato da Vangone e Vertolomo. Che hanno avuto tante occasioni e possibilità per farsi perdonare le stupidaggini compiute. Ma hanno fallito tutti i match ball che si sono presentati  e quindi il loro tempo è scaduto irrimediabilmente.

Condividi

Sull' Autore

Rocco Sabatella...

Lascia un Commento