In questa sgangherata vicenda dei precari dei Fondi europei è successo di tutto, da quindici anni a questa parte. E’ successo che la Regione Basilicata ne ha assunti un centinaio, chi con selezione pubblica, chi senza, tutti con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, mentre tutte le altre Regioni li assumevano a tempo determinato. E , quando i contratti di collaborazione sono venuti a cessare ( legge Madia), è successo che qualcuno si è inventato di affidare queste risorse professionali ad aziende interinali, un espediente necessario per salvare comunque posti di lavoro . Poi, in questo cesto di ciliegie , che da quindici anni si è andato ingrossando, la politica, come ebbe a denunciare nel 2018 l’allora consigliere di F..li d’Italia, Gianni Rosa, in una interrogazione , ne ha scelto una quarantina, non mettendo la mano così casualmente e prendendone un pugno, ma scegliendole una ad una, attraverso una selezione, sicuramente meritocratica, ma che , per scherzi del destino, stranamente ha coinciso con distinguibili appartenenze al frutteto politico. E sono usciti i “capacity building”, persone che esattamente erano come tutti gli altri di prima, ma che, a seguito di questo ulteriore passaggio, hanno raddoppiato lo stipendio, tornando peraltro paradossalmente nella posizione da cui tutti erano partiti, e cioè quei co.co.co che la legge Madia aveva vietato come metodo assunzionale. Fosse finita qui sarebbe niente!. Per questa platea, diciamo un pò speciale, si è fatta una legge che allungava di ulteriori cinque anni il loro periodo lavorativo e contrattuale, una legge tanto tirata per il collo da finire alla Corte costituzionale che deve decidere entro dicembre sul paradosso di contratti di collaborazione che la legge Madia prevede come casi eccezionali e temporanei ( limitati ad esigenze straordinarie), ma che la Regione Basilicata ha allungato fino alla durata di…7 anni. E, last but non least, questi selezionati continuano, a quanto è dato sapere, a svolgere compiti del tutto uguali a quelli degli altri precari , e addirittura gli stessi compiti che avevano prima della selezione, senza alcuna responsabilità aggiuntiva, ma solo con stipendio raddoppiato. Tutto questo in barba all’obbligo di legge per le Regioni di individuare le esigenze di organico e di bandire i concorsi, nei quali ci doveva stare la stabilizzazione ( al cinquanta per cento dei posti) per chi aveva almeno lavorato per tre anni. Di fronte a questo passaggio così inusuale di trattamento selettivo , anziché tornare indietro, si continua a cercare strade le più diverse per queste presunte professionalità speciali, con l’opposizione ferma di pochi funzionari del controllo di legalità e nel silenzio dei sindacati che in verità, in questa partita dei precari, da quindici anni hanno mostrato un atteggiamento succube , al punto da far sospettare che non si sia trattato solo di incapacità ma forse di altro. Il presidente Bardi queste cose non le sa, ma l’assessore Rosa, che giustamente pretende chiarezza, queste cose le ha vissute dall’opposizione, protestando nell’indifferenza generale. E siccome il Governatore Bardi è venuto con la declamata intenzione di riportare la legalità, può cominciare da dove gli altri avrebbero dovuto partire: e cioè da un concorso per le professionalità occorrenti e, magari da un concorsone del tipo di quello varato dal collega della Campania, De Luca, che ha messo in un’unica tornata concorsuale, tutte le figure occorrenti negli enti subregionali, nei comuni e alla Regione. Questo se non si vuole continuare nella prassi di far entrare altri dalla finestra mentre gli interinali, al lavoro da quindici anni, che già si sono visti ridotti al minimo gli stipendi , rischiano di non poter contare sui fondi europei per il loro futuro, con il consequenziale innesto dell’ennesima guerra tra poveri che metterebbe sottosopra i Tribunali della regione. . E se i sindacati hanno ancora un po’ di senso autocritico chiedano la sola cosa che non hanno mai chiesto, o che hanno fatto finta di chiedere in questi anni: di fermare ogni assunzione, ogni ingresso a qualsiasi titolo, fino a quando non sono stati banditi i concorsi, i soli capaci , si spera, di determinare chi è migliore dell’altro. Rocco Rosa
PRECARI STORY , GIANNI ROSA GIOCA IL SECONDO TEMPO
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