PRESUNTE MOLESTIE SESSUALI IN REGIONE. BARDI APRE L’INDAGINE, MERRA: SI ACCERTINO LE RESPONSABILITA’

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In seguito alle denunce degli organi di stampa in relazione a quanto dichiarato dal consigliere  Zullinoa in IV commissione  è stata avviata da partendella Giunta una istruttoria per accertare ifatti. Lo  comunica il presidente Bardi , il quale ha immediatamente dato comunicazione agli uffici preposti di avviare l’opportuna e doverosa istruttoria i Attendiamo di concludere l’iter in pochissimi giorni, così da avere un quadro chiaro e poter prendere una decisione giusta. Il rispetto delle donne é un dovere morale e personalmente un faro nella mia vita privata e professionale, un principio rispetto al quale non sono ammesse deroghe o compromessi. Ovviamente comprendo l’attenzione mediatica sulla vicenda, ma le istituzioni devono seguire regole e procedimenti, in ossequio al principio di legalità, che vale sempre e per tutti. Il tutto dovrà ovviamente avvenire in tempi rapidi, per dare poi successivamente una risposta chiara e trasparente all’opinione pubblica e ai cittadini lucani”.

Sulla vicenda inerviene anche l’assessore Merra con questa nota stampa:

 “In quanto unico esponente femminile della Giunta Bardi, oltre che come donna che ha già subito in passato infimi attacchi maschilisti, sento di dover prendere forte e ferma posizione su quanto emerso recentemente sulla stampa, a proposito di pesanti molestie sessuali di cui è stata fatta oggetto una funzionaria regionale da parte di un alto Dirigente del medesimo Dipartimento in cui la stessa opera. 

Ho già denunciato- ricorda la Merra- a suo tempo un habitus mentale sessista e maschilista che sottotraccia svilisce il lavoro delle donne, purtroppo anche nei luoghi istituzionali e nelle aule consiliari, tuttavia, ritengo ancora più grave la vicenda denunciata adesso dai giornali perché, qualora la versione riportata dovesse corrispondere a verità, si profilerebbe un inammissibile abuso di ruolo apicale per estorcere favori e prestazioni sessuali contro una lavoratrice in posizione gerarchica subordinata.

Non si tratterebbe dunque solo di forma mentis degradante e indecorosa ma di vera e propria condotta tesa allo sfruttamento sessuale, attraverso l’abuso di autorità, da condannare senza reticenze. Occorre intervenire all’istante con un’azione disciplinare contro chi ha violato le regole e calpestato i diritti ma occorre anche fare prontamente luce sulle eventuali responsabilità e omissioni, ad ogni livello, di chi sapeva e ha taciuto, di chi avrebbe dovuto vigilare e non l’ha fatto e di chi ha semplicemente tentennato in attesa che fossero gli eventi ad accomodare il tutto, forse contando su tensioni psicologiche e ripensamenti della presunta vittima.

Abbiamo il dovere di far emergere la verità, al di là dei possibili risvolti giudiziari qualora la vittima deciderà di agire nelle sedi opportune, affinché i responsabili siano immediatamente messi di fronte ai loro atti scellerati e allontanati dai loro uffici per aver vilipeso la dignità di una persona, di una donna, di una lavoratrice la quale è stata costretta a subire un comportamento eticamente scorretto e degradante che infanga tutta l’Amministrazione. Alla lavoratrice va tutta la mia solidarietà e il mio sostegno che si aggiunge a quello della Commissione Pari Opportunità la quale già ieri, con le dichiarazioni della sua Presidentessa, ha stigmatizzato questo esecrabile episodio; perciò mi rendo disponibile, sin da subito, ad agire, concordemente con quest’ultima, mettendo in campo qualsiasi azione tesa a supportare, in ogni sede, chi ha subito tale odioso misfatto, anche al fine di evitare che simili vergognosi avvenimenti si ripetano in futuro”.

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