PREVENZIONE DELLE INFEZIONI DA VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE

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a cura del DR.ESPEDITO MOLITERNI

Dallo scorso autunno, stanno circolando in tutta Italia numerosi virus  respiratori che hanno messo a letto milioni di italiani e, in molti casi, si è dovuto ricorrere alla ospedalizzazione per una più adeguata terapia delle complicanze.

Fra le malattie provocate da questi virus, molto conosciute dalla popolazione generale sono l’influenza e il Covid; poco si sa sul Virus  Respiratorio Sinciziale ( RSV), sul quale intendiamo soffermarci per meglio illustrare i problemi di salute che potrebbe provocare e le misure di prevenzione da adottare.

Il virus respiratorio sinciziale umano (RSV) è uno dei virus più comuni che infettano i bambini in tutto il mondo ed è sempre più riconosciuto come un importante patogeno negli adulti, in particolare negli anziani.

L’RSV può essere trasmesso attraverso goccioline respiratorie o fomiti che infettano le alte vie respiratorie  attraverso la mucosa nasofaringea o congiuntivale. Il virus quindi diffonde  al tratto respiratorio inferiore, determinando infezioni più gravi come la bronchiolite e/o la polmonite.

Le persone infette da RSV sono contagiose da 3 a 8 giorni. Il virus si diffonde facilmente da persona a persona; quando una persona infetta tossisce o starnutisce, rilascia in aria delle particelle contenenti il virus che possono essere inalate oppure depositarsi sulle mucose (bocca, naso o congiuntiva). L’infezione può essere acquisita toccando con le mani secrezioni nasali o buccali infette e quindi strofinandosi con le mani occhi o naso. RSV può sopravvivere per molte ore sulle superfici dure (tavoli, maniglie delle porte, giocattoli e culle) mentre sopravvive per brevi periodi su superfici molli (tessuti, mani).

Il virus RSV presenta una marcata stagionalità. Nel nostro emisfero la circolazione virale perdura circa 5 mesi, da novembre a marzo con un picco nel periodo dicembre-gennaio.

L’RSV infetta persone di tutte le età, determinando quadri clinici molto vari, da lievi a moderati e severi, fino al decesso. RSV può provocare gravi manifestazioni cliniche con difficoltà respiratoria e ospedalizzazione in alcuni soggetti ad alto rischio.

Tra questi sono compresi bambini prematuri nati prima delle 29 settimane di gravidanza (prima di aver ricevuto la quota sufficiente di anticorpi anti-RSV dalla propria madre), lattanti e bambini

<24 mesi con displasia broncopolmonare (BPD, malattia polmonare legata alla prematurità), bambini con cardiopatia congenita o altre malattie respiratorie croniche, bambini e adulti immuno-compromessi (a causa di malattia o di trattamento medico), adulti >65 anni.

Fino al recente passato il reale impatto sulla salute da parte di RSV è stato ampiamente sottovalutato. Infatti, l’RSV è la causa più frequente di infezione respiratoria in età pediatrica. Più del 60% delle infezioni respiratorie acute in bambini <5 anni di età (>80% nei bambini di età inferiore ad 1 anno) sono dovute a RSV.

L’impatto di malattia da RSV negli adulti di età ≥60 anni nei paesi ad alto reddito è più elevato di quanto stimato in precedenza. Negli adulti sani l’RSV solitamente comporta forme respiratorie lievi; forme severe ed anche fatali sono registrate in adulti ad aumentato rischio in rapporto all’età e alla presenza di altre malattie croniche. A livello europeo negli adulti >60 anni di età vengono stimati circa 3.000.000 di casi di sindromi respiratorie acute, 465.000 ospedalizzazioni e 33.000 decessi in ambito ospedaliero RSV-correlati.

Negli adulti/anziani l’impatto da RSV si traduce in un incremento dei tassi di ricovero pari a 3-5 volte (e con tempi degenza prolungati) ed in un raddoppio degli accessi al pronto soccorso e delle visite ambulatoriali rispetto a quelli registrati nei soggetti di 18-49 anni di età. Inoltre è documentato un incremento del rischio di forme gravi in caso di presenza di malattie cronico-degenerative quali scompenso cardiaco, asma e broncopneumopatia ostruttiva cronica (BPCO).

In Italia, solo nell’anno 2022,  sono stati stimati circa 290.000 casi di infezioni respiratorie acute da RSV, 26.000 ospedalizzazioni e 2.000 decessi in ambito ospedaliero.

Una malattia da non sottovalutare sia per gli anziani che per il bambini più piccoli.

Attualmente non è disponibile alcuna terapia antivirale per l’RSV.

Valgono quindi le norme di igiene applicabili a tutte le malattie infettive respiratorie: accurato lavaggio delle mani; evitare di toccarsi occhi, naso o bocca; pulizia delle superfici che potrebbero essere contaminate; se possibile, mantenere una distanza di almeno 1,5-2 metri da persone con starnutazione o tosse; evitare l’esposizione al fumo di tabacco, che aumenta il rischio di infezione. Le persone che hanno sintomi da raffreddore dovrebbero riparare i propri colpi di tosse e gli starnuti; lavare frequentemente e correttamente le mani; astenersi dal baciare gli altri e stare il più lontano possibile da soggetti ad alto rischio.

Ma in questo ultimo periodo, si stanno sviluppando nuovi approcci preventivi “farmacologici”, alcuni dei quali sono già disponibili.

Tra questi rientrano il ricorso alla immunoprofilassi passiva mediante l’utilizzo di anticorpi monoclonali  e la profilassi attiva mediante vaccinazione.

Attualmente è commercialmente disponibile un anticorpo monoclonale di nuova generazione, Nirsevimab. Una singola dose (dosaggio fisso in base al peso del bambino) protegge immediatamente dopo la somministrazione e idealmente per l’intera stagione RSV.

In tutti gli studi condotti finora, non è stato segnalato alcuna problematica in tema di sicurezza per questo anticorpo monoclonale che potrebbe essere utilizzato per i nati prematuri e per lattanti e bambini con meno di 24 mesi di vita, affetti da malattie polmonari e cardiopatie congenite, allo scopo di prevenire l’infezione da RSV e le sue complicanze.

Molto recentemente sono stati approvati e sono disponibili due vaccini per RSV: il vaccino ricombinante, bivalente non adiuvato ed il vaccino ricombinante monovalente adiuvato.

Entrambi i vaccini, già utilizzati in alcuni Paesi Europei, si sono dimostrati sicuri ed efficaci.

Molte Società Scientifiche auspicano il loro utilizzo anche in Italia, in particolare per gli adulti di età > 60 anni affetti da altre patologie croniche e per tutti gli anziani di età > 75 anni.

E’ un vaccino rivolto alle fasce più deboli della popolazione dal punto di vista dello stato di salute, in grado di prevenire forme gravi della malattia provocata dall’RSV che, come abbiamo visto, è molto diffuso in tutto il continente europeo. Una nuova sfida che richiederà un grande impegno da parte dei Servizi Sanitari deputati che, come hanno già ampiamente dimostrato durante la pandemia, non faranno mancare il loro apporto per rendere routinaria anche questa nuova importante vaccinazione.

 

 

 

 

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Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

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