PREZZI IN GIU MA POTENZA NON VA SU

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by DINprofile-photo-dinodeangelis-96x96O DE ANGELIS

La parola di oggi è deflazione. La deflazione è intesa come la diminuzione generalizzata del livello dei prezzi al consumo. È di oggi la notizia che l’Unione Nazionale Consumatori stila la classifica dei capoluoghi di regione dove, grazie alla deflazione, si risparmia di più. La palma del risparmio spetta a Bari, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,9% consente ad una famiglia di 4 persone di risparmiare 318 euro su base annua, in termini di riduzione del costo della vita. Al secondo posto la nostra beneamata Potenza, con una minor spesa di 293 euro, sempre considerato l’intero nucleo familiare. Una buona notizia, vero? Per i consumatori senz’altro. Ma ci siamo chiesti perché si è costretti a praticare una politica dei prezzi molto bassa? È evidente che i prezzi si abbassano per un meccanismo di contrazione nella domanda di beni e servizi da parte dei consumatori, fatto che innesca un abbassamento complessivo nell’offerta. La facciata è un risparmio complessivo a favore delle famiglie, ma dietro le quinte si nasconde un fenomeno molto preoccupante. La verità è che questo meccanismo di deflazione è una vera e propria minaccia per tutto il sistema economico poiché mette in moto un processo tutt’altro che virtuoso (riepilogato nel grafico allegato). Le aziende, dovendo incentivare le vendite, abbassano i prezzi, guadagnano meno e di conseguenza dispongono di meno liquidità, per cui fanno meno assunzioni (o, peggio, riducono il proprio personale), ed ecco materializzarsi lo spettro della crisi. Ecco perché il calo dei prezzi è un fatto conveniente solo in superficie, mentre in realtà nasconde un baratro che necessita, prima di tutto, di una risoluta presa di coscienza da parte del sistema politico locale, in grado di analizzare e prendere misure a contrasto della crisi in atto, della quale la deflazione è la spia iniziale. Senza attendere misure a livello di politica economica nazionale o europea (la Bce non sembra avere abbastanza autorevolezza né potere reale per indurre un realistico aumento dei consumi), sarebbe forse il caso che, da parte della singola amministrazione, si comprenda il momento critico del sistema produttivo e si corra ai ripari con reattività per assumere, in concerto con le organizzazioni di categoria, quei provvedimenti in grado di arginare un pericoloso declino che sta distruggendo molta parte del tessuto economico locale.-

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