PUPI E PUPARI

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ANNA MARIA SCARNATO

Come marionette comandate dall’alto da un’asta collegata alla testa e tramite diversi fili per consentire il movimento degli arti, pupazzi divenuti poi “pupi” nell’ottocento siciliano, così si muovono i leader politici del centrodestra lucano. L’arte teatrale siciliana fa proseliti in Basilicata ed è visibile nel comportamento dei vertici regionali che, pur avendo vinto le elezioni, non decidono autonomamente per poter compiere avventure “cavalleresche” ma portano “l’opera” a Roma dove i “pupari” di prim’ordine, che aspirano al premierato, comandano i personaggi della tragedia scritta a Roma con il loro assenso contro la Basilicata. Ed ecco che l’obbedienza al comando si traduce con l’alzata del braccio destro dei “pupi”, come la rappresentazione siciliana teatrale vuole, a rappresentare non certo le gesta dei più grandi eroi del medioevo che lottarono per i valori della cristianità contro i saraceni, quanto i gesti simbolici che si ispirano ad un passato triste e all’ombra del suo ritorno contro le regioni di una stessa Patria, per la supremazia di un territorio sull’altro, al disprezzo per chi è nelle condizioni di inferiorità. Cosa ci fa a Roma dalla Meloni il presidente Bardi, perché ritarda nella formazione della Giunta regionale se i numeri sono chiari e decretano la volontà della popolazione? A cantar le gesta di un popolo avremmo preferito una persona che muovesse i fili di un programma finalmente definito per lo sviluppo di questa terra. Pensa , ,forse, che i consiglieri siano “pupazzi” costruiti su un copione di recita, che le promesse di elicotteri per le emergenze sanitarie, già andati in rimessa e inabilitati ad alzarsi in volo, abbiano convinto la gente a votare questo governo che ci ritroviamo e adesso invece costretta ad assistere ad una raccapricciante esperienza? No, le promesse di tante cose si dimostrano nei fatti già narrati e solo frutto di invenzione strumentale ad un “guadagno” anzi “profitto” elettorale. Molti hanno creduto alle storie inventate che non rispecchiano gesta di eroi, non esprimono una visione etica e poetica di una realtà, ma frottole di sceneggiatura da commedia, una recita a soggetto. Non aprono il cosiddetto ”passaggio” verso la libertà ma verso l’assoggettamento, l’imposizione dall’alto di scelte che cambiano secondo le direttive dettate dai “pupari” della politica che vogliono un popolo rassegnato al destino, ad una cultura dei “vinti”, degli “abbandonati”a se stessi. Mentre si perde tempo a decidere l’attribuzione dei posti nella Giunta regionale, il sindacato del personale ospedaliero della Uil denuncia l’abbandono degli ammalati ricoverati in cardiologia al S.Carlo di Potenza a causa dell’esiguo numero di assistenti infermieristici, purtroppo chiamati a coprire turni di lavoro stressanti. Da considerare che ad essi spettano giorni di ferie proprio per riposare dopo la fatica e la responsabilità di trovarsi in reparti speciali con ammalati bisognosi di continua cura. Operatori assegnati ad un settore vengono spostati per coprire le mancanze in altri, mettendo a rischio la prestazione sanitaria e la qualità che lor malgrado non possono assicurare. E la politica perde tempo, e il diritto alla salute che la stessa Corte dei Conti denuncia non essere garantito poiché abbisogna di investimenti urgenti per l’organizzazione, per le strutture, formazione e retribuzione, è l’ultimo dei pensieri della maggioranza consiliare lucana. Se si pensa di aver dato continuità al governo Bardi perché, secondo la propaganda elettorale di tutti gli attori intervenuti dalla Capitale, ha fatto bene, vuol dire che non abbiamo la consapevolezza di quanto la nostra salute sia stata trascurata dai governanti, nonostante la voragine finanziaria da record, e dalla stessa popolazione che pur si lamenta. La migrazione sanitaria difficilmente sarà possibile per tutti per il federalismo regionale. Continuerà lo spopolamento del territorio e il depauperamento delle forze giovanili. Se molti non hanno capito ciò che un governo vacuo ha determinato in ogni campo, dai braccianti sfruttati e non tutelati nei campi di raccolta, agli operai delle fabbriche ormai sofferenti per la precarietà a cui non si è data risposta, agli agricoltori, dovremmo riconoscere ai falchi grillai, che popolano le nostre zone, un’intelligenza che va oltre l’istinto animale. Da uno studio fatto sui rapaci della Riserva di san Giuliano, zona protetta, emerge che i volatili che nidificavano nel territorio di Montescaglioso, ora si sono spostati in quello di Parma. Grazie alla pratica dell’inanellamento gli studiosi ne hanno potuto tracciare la rotta migratoria verso l’Emilia dove c’è più possibilità di trovare cibo. C’è da riflettere sulle condizioni ambientali se i falchi Grillai scelgono Parma per riprodursi e abbandonano le nostre terre. Come si riflette ma non si riesce ad arrestare lo spopolamento umano del nostro territorio. E allora si ha bisogno che le anche le menti di  politici lucani capaci e combattenti non “emigrino” e prendano coscienza dei gravi ritardi di lavoro di questa amministrazione e non deludano i numerosi elettori fedeli, “avvinti come l’edera” grazie ai quali Bardi ha vinto questa legislatura. E mi riferisco al consigliere Pittella. Egli non può tradire la Basilicata o guardarla con occhi strabici solo perché si trova in un’altra condizione a cui dovrebbe accondiscendere. Non può rassegnarsi alle novelle raccontate dal governo circa la bontà dell’autonomia differenziata. Deve difendere la sua terra, avvertire il timore di “un’apartheid territoriale” e di tutto il meridione, una differenziazione di sviluppo socio-economico e culturale votato dai suoi nuovi alleati, venduta a parole come un vantaggio. Non può accettare che i caratteri fisici e il colore della pelle definiscono l’essere italiani o meno, non può essere della compagnia di Vannacci e del non commendevole Lollobrigida. E Bardi e i suoi vertici che forse non conoscono Pittella, prima o poi ne conosceranno le gesta. Non ha mai accettato di essere messo all’angolo, forte del consenso popolare che rappresenta. Se così non fosse e nei suoi confronti il centrodestra tentasse una furbata, dopo che i suoi voti hanno fatto la differenza tra vincitori e vinti, Pittella potrebbe ritornare a casa. Non a Lauria. Lì ci torna sempre comunque. Nel suo alveo naturale dell’identità e appartenenza politica, laddove l’analisi delle scelte ha già sedimentato lA sconfitta, nel centro-sinistra in cui ritroverebbe molti valori per cui combattere insieme, l’inclusione, accettazione dei “diversi”, l’unità della Patria, la buona ed efficiente Sanità pubblica per tutti. Tornare uniti, perdonandosi i colpi di testa per il bene della Basilicata significa, provocatoriamente ma politicamente corretto, abbandonare i nuovi, tradirli come essi hanno fatto con la Basilicata, terra d’origine, “tornare a casa” con una coscienza rinnovata e ripartire per scrivere una nuova narrazione epica che resti nella memoria di una politica nuova da cui ripartire. Anche i Falchi Grillai potrebbero un giorno tornare nelle riserve naturali della Basilicata. E’ una speranza.
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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