di ROCCO PESARINI
Dopo anni in cui puntualmente, pur essendomi accuratamente segnato la data, per pigrizia (spesso) o per sopraggiunti impegni (ancora più spesso) me li perdevo, domenica 6 agosto mi son goduto i Quadri Plastici di Avigliano.
Quest’anno l’evento, organizzato dal Comune e dalla Pro Loco di Avigliano e presentato da Mara Sabia, era intitolato “La morte dei giusti” con la messa in scena di tre capolavori del Caravaggio (Crocifissione di Sant’Andrea, Decollazione di S. Giovanni Battista ed il Martirio di San Matteo) da parte rispettivamente di Spazio Ragazzi, Aviliart e Basso la terra.
“La morte dei giusti come seme gettato nei nostri cuori che produce frutti di giustizia, di pace e di libertà se sappiamo custodirlo, coltivarlo e viverlo nella vita di tutti i giorni…” (riportando fedelmente, come da brochure distribuita al pubblico, le parole di Don Mimmo Lorusso).
Nel ventennale (se ho ben inteso le parole della brava presentatrice, diversamente me ne scuso) della fondazione della Pro Loco di Avigliano, i Quadri rappresentano ormai uno di quegli appuntamenti che possiamo senza dubbio definire “storicizzati” nell’ambito del programma degli eventi che, nei mesi estivi, rendono vivaci e pullulanti di gente (vuoi anche per il rientro dei tanti lucani che vivono altrove) i nostri paesi.
Molti di questi eventi appena citati rappresentano un modo in cui le amministrazioni comunali, le pro – loco e le associazioni del posto cercano di vivacizzare il proprio paese proprio in considerazione di questo “turismo di ritorno”.
Si realizzano rievocazioni (spesso a carattere medievale) in cui però, a dire il vero, la fantasia teatrale sembra spesso sovrastare di gran lunga la veridicità e l’importanza storica dell’evento.
Oppure si valorizzano quelle eccellenze alimentari o quelle peculiarità enogastronomiche (qualcuno, più sbrigativamente, le chiama sagre) che solitamente fanno fatica a trovare spazio ed attenzione mediatiche nel resto dell’anno.
Ed invece, al termine della breve ma intensissima “esibizione” dei quadri con il disvelamento degli stessi con suggestiva alzata di sipario, la mia netta impressione è stata quella di aver assistito ad un evento di una qualità e di un’organizzazione ben al di sopra del livello medio dei tanti eventi realizzati in terra di Lucania in questi caldi mesi estivi.
Nei Quadri Plastici c’è studio dell’arte, c’è ricerca del dettaglio, c’è cura maniacale di ogni singolo aspetto. Dal colore di una tunica all’espressione o al trucco di un personaggio, dalla musica di sottofondo al gioco di luci, nulla viene lasciato al caso.
In poche parole un evento di una qualità eccelsa.
In poche parole un evento che, accanto ad altri, dovrebbe sempre più costituire il biglietto da visita di una regione (la nostra) che punta sempre di più al turismo anche, e soprattutto, attraverso la produzione e realizzazione di eventi di qualità.
Occorrono però scelte coraggiose.
Occorre creare il Cartellone degli Eventi Lucani d’Eccellenza costituito da eventi che siano storicizzati (realizzati quindi già da alcuni anni), qualitativamente ed artisticamente di buon livello e che siano unici nel loro genere e capaci di fungere da attrattore turistico.
E in quest’ottica, i Quadri Plastici dovrebbero entrare, a parere del sottoscritto, a pieno titolo in questo Cartellone.
Un Cartellone cui dedicare una parte significativa e rilevante della promozione e delle risorse regionali messe a disposizione per il settore.
Perché se solo abbiamo, se solo avremo il coraggio di premiare eventi come i Quadri Plastici, sia in termini di immagine che di finanziamento, la nostra amata Lucania (adoro chiamarla così) potrà divenire sempre più turisticamente e culturalmente attraente, anche al di là del 2019.
Accanto a questo urge però anche un nuovo atteggiamento da parte dei soggetti privati coinvolti quali Pro – Loco, associazioni ed operatori culturali locali.
Ma di questo, forse, ne parleremo in un altro articolo.

