Matteo Renzi non può essere così ingenuo da pensare di fermare il vento con le mani, tanto più che il vento si sta irrobustendo e sta diventando tempesta. Deve correre ai ripari e subito, mettendo al sicuro la casa e chiamando la protezione civile. Una stampa che si rispetti si dovrebbe chiedere se questo peccato della Boschi di informarsi su come salvare una banca, e con essa il caro babbo, sia un peccato veniale o mortale, in un paese nei quali da almeno quarant’anni in tante banche e in tante Fondazioni bancarie si sono consumati delitti ben più gravi, fatti di strani suicidi, di depistaggi e di miliardi di lire spariti. Siamo anziani e potremmo arrivare al caso Giuffrè, per non parlare del Banco di Sicilia, dello IOR e Andreotti, di MPS , e di tante altre banche vicine e lontane. Ma oggi c’è Boschi e si sfrutta Boschi, non ci fosse stata si sarebbero usati altri argomenti, da Renzi Dittatore, a Renzi uomo della finanza, a Renzi pedina di istraele. Insomma i veri poteri forti si fanno sentire e quando Scalfari parla di Berlusconi non è che sia rincoglionito, ma perché lui, come De Benedetti,vedono come fumo negli occhi l’ascesa dei grillini e hanno capito che solo Berlusconi li può fermare. E per far questo debbono far pendere la bilancia da una sola parte. Anche a costo di rinnegare un pensiero oggettivo espresso più volte, sul fatto che comunque Renzi, con la sua politica decisionista, ha salvato il paese dallo sfacelo, rimettendo in piedi la barca dell’economia. Così, in parole povere, si sta costruendo artificiosamente lo stesso clima del referendum: tutti contro uno. E se perfino Di Maio arriva a dire che può fare l’accordo col Pd purchè non ci sia Renzi, significa portare un fumogeno direttamente in casa Renzi , per far uscire allo scoperto quelli che vorrebbero dire basta alla strategia del segretario e aspettano invece che ci arrivi da solo. Se la colonnina di mercurio continua a scendere per il pd, il partito è destinato a congelarsi intorno al 20 per cento, che è la soglia dell’irrilevanza politica. C’è da fare una sola cosa per tenere unita la casa ed evitarne l’abbattimento: mettere in pista un nome al di sopra di tutto, che sia capace di parlare fino alle elezioni a nome di tutti e di agire a nome di tutta la comunità di centrosinistra. Che sia Gentiloni o un altro, non importa, purchè gli consenta di far cambiare titolo ai giornali e di smetterla di parlare di lui, della Boschi e dei falsi problemi con cui il potere reale sta difendendo il proprio sedere.
QUALCUNO DICA A RENZI CHE ILVENTO NON SI FERMA CON LE MANI
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