Ma quale “Charlie! …Je suis G’nnarì!

0
angelomauro calza

angelomauro calza

“La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto è dura, cupa, violenta”, ha ragione Ida Leone, ed è quindi naturale che non mi piaccia, anche perché queste considerazioni, questo giudizio, vengono fuori perché ho pensato. Ho riflettuto. Anche io, ma sono giunto a considerazioni diverse da quelle di Ida. Non riesco a immaginare cosa abbia voluto esprimere il vignettista, non me ne fotte quattro noccioline. So invece cosa provoca in me, e so perché l’ho imparato negli anni che se un vignettista ha qualcosa da esprimere senza che il suo lavoro si presti a interpretazioni, sa come farlo. Questa volta invece no: “la critica feroce al modo di gestire le cose all’italiana” non mi trova concorde. Anche se è vero, è fuori tema in questo momento. Non questa volta che ci sono di mezzo morti e gente che ha perso tutto. Non nel novembre del 2011 per la vignetta che offendeva i maomettani, che è stata poi all’origine dell’attentato che causò la morte di dodici redattori di Charlie Hebdò. Così come non si può negare che alla base dell’ondata di terroristi che operano in Europa ci sia l’ingerenza della Francia nelle questioni Mediorientali legate all’acquisizione di pozzi di petrolio. La satira è satira, è sacra, ma il buongusto e la conoscenza del limite delle proprie libertà e il rispetto per gli altri lo è ancora di più.vignetta2

Eppure allora tutti furono Charlie, sui social, da un minuto dopo l’attentato. Per esserci, per non restare indietro, per guadagnarsi un posto al sole dei commenti e dei “mi piace” in questo maledetto contesto social dove se non appari non sei. In tanti sono stati Charlie non perché avessero capito di cosa realmente si trattasse.Primo: più che di una satira, di una violazione del confine del rispetto degli altri da parte del vignettista. Secondo: una reazione quantomaismisurata da parte di chi si è sentito offeso.

vignetta3 (1)

Ma aveva un senso all’epoca una vignetta del genere? Probabilmente no, non era contestualizzata ad un avvenimento, no: rappresentava offese gratuite a popoli che praticano una stessa religione che non è quella di Charlie. Ed anche ora, in occasione delle due vignette sul terremoto, la gratuità e la voglia di offendere sono evidenti: “siete italiani, un popolo mafioso”! Questo il messaggio sintetico. Ed è questo che irrita: nella prima vignetta il gioco è velato con la similitudine dei “mangioni” di pasta. DI diversi tipi di pasta. Poi replicano nella seconda vignetta: se non avete capito vi chiariamo che siete un popolo di mafiosi. Mafiosi un cacchio! Non sarà mica un ignorante, presuntuoso vignettista qualunque d’Oltralpe a doverci dire e poi spiegare col disegnino cosa sia la mafia solo perché ne ha letto, sentito parlare o visto in tv qualche serie televisiva magari doppiata male.“L’Italia- come dice Leonardo Pisani – è il paese di Tano Grasso, di Libera dalle Mafie, dell’associazione dei commercianti di Palermo che combattono il pizzo”, di gente che per combattere la mafia ha dato la vita, che vive sotto scorta, che ha visto magistrati come Falcone e Borsellino morire ammazzati da quella stessa mafia che Charlie ci vorrebbe spiegare, pur di riaffermare i diritti dei cittadini, di un popolo di una nazione a vivere sereni nella legalità. Di milioni di italiani che dicono “no” a tutte le mafie, non solo ad una. Anche a quella mafia che da sempre ha legato affari e malaffari con la malavita francese, “le milieu”.Un milieu affarista a 360 gradi, specializzato nelle infrazioni finanziarie, e in quelle attività più tradizionalmente malavitose, da film, che hanno visto stringere legami fra milieu francese, cartelli sudamericani e mafie italiane.Già nel 2012 l’attuale presidente del Senato Pietro Grasso, allora a capo dell’antimafia, aveva dichiarato che gruppi mafiosi che disponevano di qualcosa come 500 miliardi di euro stavano investendo somme colossali in Francia. Una indagine su accordi tra Bernard Barresi e i fratelli Campanella, latitanti da 18 anni, ha rivelato l’esistenza di una « vera organizzazione di tipo mafioso: struttura perenne e gerarchizzata, poliattività criminale, legami con il tessuto economico e sociale, corruzione, sistema di riciclaggio sofisticato, legami con altre organizzazioni criminali ». A Marsiglia, infatti, appalti e subappalti nel settore dei lavori pubblici sono controllati da Barresi e Campanella, due alti esponenti della malavita organizzata. Anche in Francia, quindi, attività mafiose nei campi più disparati. Altro che “popolo italiano di mafiosi”.

vignetta3 (1)

Quindi nella fattispecie non confondiamo l’imperizia e le colpe gravi di chi su costruzioni recenti non ha effettuato a dovere i lavori di messa in sicurezza con la mafia, che, almeno stavolta, non c’entra proprio niente. In Francia fanno di peggio, non foss’altro perché sono di più, solo che sono più discreti, non lo fanno sapere in giro per il mondo. La maggior parte delle costruzioni cadute nei diversi terremoti che negli ultimi decenni hanno flagellato l’Italia sono state costruite in tempi talmente lontani che la mafia, se c’era, era d’importazione: prima Carlo D’Angiò a Palermo e poi Napoleone al Nord.

Infine, tenuto volutamente per ultimo, per non sembrare di quelli che utilizzano la pietas per spiegare le proprie ragioni, le due vignette sono crudeli e irrispettose nei confronti di quanti con il terremoto hanno perso tutto: affetti, case e beni, ma sono riusciti a salvare quanto di più prezioso un essere umano possa avere: la dignità. Quella stessa dignità gettata nella spazzatura da chi si illude e vorrebbe illudere che le sue sono vignette satiriche, dimostrandosi invece un mentecatto. Sì, un mentecatto: ma lo è lui, non l’intero popolo della nazione cui appartiene: lui sarà pure Charlì, ma Je suisG’nnarì!

Angelomauro Calza

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento