QUANDO I TRENI ERANO IN ORARIO

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Giovanni Benedetto

Mia madre ,che ha vissuto la sua infanzia e la sua gioventu’ nel ventennio fascista, ogni tanto, quando accadeva qualche fatto di cronaca nera o disfunzione dei servizi pubblici, riaffiorava nella sua mente la nostalgia per l’ordine e la disciplina imposta dal regime.
” Si poteva lasciare aperta la porta di casa senza incorrere in nessun pericolo, una ragazza poteva viaggiare sola, senza timori, in treno, e quest’ultimi arrivavano in orario e non c’era delinquenza”.
Mia madre in quel periodo, era relegata in un paesino della Basilicata e l’unico collegamento col resto d’Italia era la Radio.
E la radio insieme ai giornali, erano gli strumenti usati dalla propaganda di regime per distorcere la realtà e farne apparire un’altra, più edulcorata, enfaticamente votata al servizio dei cittadini, della sicurezza di essi, vicino ai giovani , cui dava istruzione , favoriva l’attività sportiva , affinchè crescessero sani, forti (e pronti per difendere la patria).
Anche oggi, a distanza di 75 anni dalla fine del regime, personaggi politici importanti, tutto sommato, se non sono nostalgici, si preoccupano comunque di fare l’elenco dei presunti successi del fascismo.
È accaduto che anche l’ex presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, abbia rilasciato un’intervista al programma” la zanzara “di radio 24 soffermandosi così su alcuni temi:
“Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese, tipo le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla”.
Altro che! quell’inciso del “fino a quando” è semplicemente vergognoso:   700.000 giovani soldati morti in guerra, gli ebrei italiani mandati nei campi di concentramento  le privazioni dei diritti fondamentali ai cittadini,  l’uccisione di Matteotti ( il giorno prima del discorso-denuncia che  l’onorevole socialista aveva deciso di tenere  in parlamento sulle tangenti intascate dal regime da parte di società petrolifere per le estrazioni in Sicilia ed in Veneto)!!!. Tutto questo appare secondario in certe ricostruzioni, che preferiscono accarezzare i luoghi comuni dei treni in orario e delle grandi opere-
La bonifica delle paludi, cui accenna Tajani, come il delta del Po e la pianura Pontina, è un caposaldo della narrativa della efficienza del regime. Ma è stato proprio così?
Parliamo di  8.000.000 di ettari di zone malsane che fino dall’antichità costituivano pericolo e insicurezza, territori  dove imperversava la malaria e di cui si nei secoli si erano occupati, con scarso successo, sia i Romani , sia il papato, nel 400.
Solo nel 1905 il Governo con una legge gettò la base di tutta la legislazione speciale per le zone malariche nel corso del novecento, iniziando a bonificare circa 1,5 milioni di ettari. Il problema lo affrontò con toni trionfalistici e promesse all’opinione pubblica il governo Mussolini, prima istituendo i consorzi di bonifica, la cui opera fu ostacolato dai latifondisti, e poi con la potente associazione che si occupava degli ex combattenti e delle loro famiglie.
L’ intenzione era di dare lavoro a tanti reduci disoccupati per bonificare e irrigare terreni che gli stessi avrebbero coltivato.
Al di la delle difficoltà di ordine pratico i risultati furono scadenti rispetto alle aspettative del regime: chi ha studiato il problema conta che i terreni bonificati non superarono il 7% della superficie prevista.
Per un intervento risolutivo , che puntava tra l’altro a sconfiggere la malaria,  bisognerà aspettare il dopoguerra , quando , grazie al piano Marshall e tramite la Cassa del Mezzogiorno si riuscì   a restringere notevolmente la superficie paludosa.
Sulla storia dei treni puntuali, niente scandali, buona gestione degli affari pubblici, buongoverno, efficienza della pubblica sicurezza etc, il regime non s’impegno’ sul piano pratico a migliorare e renderli più efficienti, no, trucco’ solo l’informazione al fine d’ingannare il popolo.
Nel Testo Unico della sicurezza pubblica fu introdotto un concetto di 《offesa al prestigio dello Stato o dell’autorità o offensivi del sentimento della nazione》.
Di questo comma si fecero scudo i questori o altre autorità definendo disfattiste tutte le notizie riguardanti la mala gestione: i treni in ritardo, i reati di pubblici funzionari, scandali, disservizi pubblici e malasanità etc.
Deformando cosi l’informazione, mia madre e tanti milioni di italiani furono suggestionati da una propaganda pervasiva, finendo col coltivare la percezione di un regime che funzionava e che trasmetteva sicurezza.
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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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