Un fenomeno sta dilagando nelle città e nelle comitive di amici che la sera escono per condividere del tempo e magari mangiare o bere qualcosa insieme: l’amico salutista (esiste anche l’amica salutista, ma per cazzimma lo declineremo al maschile. Anche perchè le donne sono da sempre attente a quello che mangiano, l’uomo salutista invece è di recente comparsa sul pianeta Terra e ha una sfumatura inquietante, soprattutto alle nostre latitudini).
IN VACANZA – Per definizione, l’amico salutista non ha mai fame. Perchè avere fame sarebbe segno di debolezza, e soprattutto perchè se notifichi al mondo la tua fame, poi sei costretto a mangiare quello che passa il convento, e/o che ti viene offerto. E se non è frutta biologica proveniente direttamente dal giardino dell’Eden, e lavata con acqua delle incontaminate fonti alpine, non va bene. Quindi in spiaggia, in montagna, dopo una escursione sul Vesuvio o dopo una discesa delle rapide sulle Ande, se vi viene fame non sperate nella compagnia, nella solidarietà, nella attenzione dell’amico salutista: non vi seguirà. O digiunate anche voi, o siete costrette a vergognarvi del panino con la mortazza o del gelato industriale che avete rimediato al primo chiosco utile (rivolgo qui un pensiero inorridito ed esterrefatto al Cornetto Algida VEGANO, di cui ho visto lo spot, spero sia stata una allucinazione da eccesso di carboidrati).
SAGRE E AFFINI – Durante le sagre, qual è l’alimento primo che vi sbattono in faccia ad ogni angolo? Esatto: il panino con la salsiccia alla brace. L’amico salutista ne comprerà solo se avrà rassicurazioni sul fatto che il suino che l’ha generata ha mangiato solo erbette di campo e quadrifogli, che è stato lasciato libero di pascolare alle pendici del monte Olimpo insieme agli dei, che non ha mai avuto manco un raffreddore in vista sua, e che si è convinto da solo ad andare a poggiare la testa sul ceppo per essere macellato, lamentando che la sua vita non aveva più senso e tanto valeva farla finita. Un mio amico ha chiesto ad un bracista da fiera, sudato, che stava gestendo 72 panini per altrettanti utenti in coda affamati e incazzati, se per caso si poteva avere invece della salsiccia un petto di pollo biologico, e abbiamo dovuto sottrarlo alla folla inferocita e allo spiedo di ordinanza.
Intendiamoci, questi amici, a cui vogliamo bene, sono nel giusto: siamo noi, i kamikaze del grasso insaturo e del carboidrato selvaggio, che dovremmo vergognarci. Però il frullato di avena e melograno a colazione, ecco, io non sono ancora pronta.
