Come lucani, dobbiamo riconoscere che questo PNRR ha rappresentato un intervento storico almeno per quanto riguarda le infrastrutture stradali e ferroviarie regionali e che l’Europa ha saputo guardare ai territori marginali con occhio benevole e con coraggio decisionale. I miliardi per la Salerno –Reggio Calabria e per la Taranto-Potenza Battipaglia, mettono in condizione di uscire dall’isolamento, abbattendo i tempi di percorrenza. Ma poi la Matera –Ferrandina, con l’ipotizzato prosieguo verso l’Adriatico e soprattutto la Potenza-Foggia con la variante di san Nicola di Melfi che collegherà finalmente il polo industriale con la Napoli-Bari e la rete autostradale italiana, sono tutte opere destinate ad aprire il territorio regionale collegandolo funzionalmente con le grandi direttrici stradali e ferroviarie.
Come lucani ,dobbiamo poi essere grati al Governo di aver tesorizzato l’esperienza di Genova e di aver fatto della velocità di esecuzione delle opere un grande strumento di crescita, mobilitando le grandi aziende nazionali , semplificando le procedure con il commissariamento delle grandi opere e producendo norme che evitino la palude dei tribunali per le controversie connesse agli appalti. Una botta di decisionismo che fa giustizia di anni ed anni di ottuso burocratismo, ancorato ad una legittimità formale che non poche volte è stato sinonimo di abuso e paravento di manovre affaristiche.
Vedremo come va a finire, ma è certo che il metodo introdotto dall’Europa, di non dare assegni in bianco ma di vincolare i fondi al rispetto di tempi e di modi, è qualcosa che dovrebbe entrare nella formazione di ogni dipendente pubblico, di ogni dirigente e di ogni politico . Troppe volte le cose si sono fermate all’annuncio iniziale di un’opera o massimo al suo finanziamento. Poi, un po’ per interessi di parte, un po’ per i nodi della burocrazia, un po’ per certe norme che privilegiano appalti al massimo ribasso, si sono accumulate nei decenni opere incompiute, di cui in Basilicata possiamo vantare molte testimonianze, dal famoso Distretto G dello schema idrico, alla Matera- Ferrandina e così via.
Se abbiamo salvato queste grandi opere infrastrutturali, esattamente escludendo decisori intermedi come le Regioni, c’è tutta una parte che viene lasciata alla capacità progettuale e alle iniziative degli Enti locali, con un meccanismo che è un po’ meritocratico e secondo il quale, fatta salve un minimo di opere da destinare comunque al territorio, una parte dei fondi diventa premialità per chi è in grado di fare progetti innovativi e tali che contribuiscono in maniera importante a creare sviluppo e a portare innovazione. E qui ci sono tutte le preoccupazioni per una Regione che è priva di dirigenti, per i Comuni che sono privi di personale, per prassi procedurali che assorbono tempi lunghi, per una semplificazione a valle che non viene implementata. Tutto questo implicherebbe uno sforzo eccezionale e straordinario per rafforzare questa presenza progettuale e decisoria degli enti locali. Ma non se ne vede traccia. Sarà interessante notare tra qualche tempo, quando saranno stati ripartiti tutti i fondi per le varie missioni , chi è riuscito ad acchiappare di più e chi di meno, che poi sarebbe la pagella da presentare agli elettori. Rocco Rosa