I SALTI TECNOLOGICI DEL TG BASILICATA NEI SUOI 40 ANNI DI VITA

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Giovanni Benedetto

 

La  nascita dei telegiornali regionali, e quindi del tgr Basilicata, è figlia della legge 103 di riforma della  Rai del 1975. Sono trascorsi quarant’anni da quella sera del 15 dicembre 79 alle ore 19,30,  quando dallo studio televisivo di via della Pineta andarono in onda le prime immagini del TGR Basilicata condotto da Mario Trufelli.

Si può definire una riforma che tracciava un importante  cambio di passo politico, culturale  e organizzativo  affermando, nell’indipendenza, obiettività, pluralismo politico,sociale e culturale del servizio pubblico radiotelevisivo,  la rotta entro cui incanalare la programmazione dei  palinsesti.

Tra le norme più importanti inserite nella legge di riforma fu il passaggio delle nomine della governance aziendale dal Governo  al Parlamento,  garantendo maggiore pluralismo culturale,  informativo e accesso all’interno della programmazione Rai di una pluralità di soggetti della società civile: sindacati,confessioni religiose, movimenti politici,associazioni culturali e tanto altro.

Marcata fu lai divisione politica e culturale della missione della  prima,seconda e nascente terza rete televisiva: di area cattolica e democristiana la prima,socialista e laica la seconda, comunista la terza.

Nella corposa legge di riforma Rai fui inserito anche il capitolo del rafforzamento delle sedi regionali per dare maggiore risalto all’informazione di prossimità del servizio pubblico e contestualmente nacque anche  una struttura regionale per la produzione e trasmissione  di programmi televisivi per conoscere meglio il territorio lucano attraverso la sua storia, le tradizioni, i costumi e il patrimonio naturalistico  e storico.

La sede Rai Basilicata prima del Tgr trasmetteva per radio l’edizione delle quattordici del Corriere della Basilicata e la domenica il “ Lucaniere ” : una sorta di rivista focalizzata sull’attività regionale e che affrontava le problematiche di tutti i giorni  in modo scherzoso e  leggero.  

Prima del 79 i servizi d’importanza nazionale e girati in Basilicata erano ripresi dalla cinepresa di Mimi Abbattista e raccontati con dovizia di argomenti dal microfono di Mario Trufelli e messi in onda in differita sul primo canale ( RAI1) dal centro   di   produzione di Roma, dopo che il centro di produzione di Napoli convertiva l’immagine dalla pellicola su nastro videomagnetico.

Le infrastrutture create erano necessarie per render la sede un piccolo centro produttivo:  principale per le trasmissioni regionali e satellite rispetto al collegamento permanente della sede col centro di produzione nazionale Rai  di ViaTeulada di Roma.

La configurazione  della sede Rai Basilicata nella rete permanente  dei collegamenti in Ponte radio della Rai consentiva anche di effettuare degli scambi di sevizi con tutte le sedi d’Italia  o dirette dallo studio regionale da mandare in onda in ambito nazionale.

I primi mesi, per offrire un telegiornale con gli standard imposti dalla Rai, costituirono un impegno straordinario da parte del giovane e inesperto personale tecnico e giornalistico della sede,  di prima esperienza o proveniente dalla radio.

Un personale giovane che ha saputo superare le punte d’inesperienza con la curiosità di apprendere il nuovo mezzo, le nuove lavorazioni  e con la completa dedizione all’azienda che l’ha sempre contraddistinto.

Il terremoto dell’ottanta è stato anche il banco di prova dell’efficienza e dell’utilità pubblica della sede Rai di Basilicata.  Per tutto il periodo dell’emergenza e successivamente della ricostruzione,  il TGR è stata un presidio informativo  costante e puntuale per le popolazioni lucane.

Nei giorni e nelle settimane successive al sisma la sede di Potenza era diventata un porto di mare che ospitava  tutti i giornalisti Rai  delle tre testate televisive nazionali o radiofoniche, pronti ad invadere a tutte le ore le salette di montaggio per riversare i servizi ai telegiornali nazionali o lo studi per andare in onda  in diretta.

Fu un periodo a tratti anche eroico , come dimostrano le immagini di alcuni telegiornali in diretta nei quali la sedia del conduttore ballava vistosamente, con il giornalista di turno che stringeva i denti e andava avanti, nonostante allora la rai fosse situata in un fabbricato privato che , come tanti altri, era vistosamente  fragile.

Dopo il periodo di avviamento  sopraggiunse il periodo dell’assestamento: nel’l 86 il Tgr  si stacca dalla testata del Tg3 nazionale e diventa testata autonoma con un proprio direttore e un connesso ampliamento dell’offerta informativa con l’introduzione dell’edizione del Tgr delle 14  e del gr delle 7 e 20 .

Agli inizi del 2000 la sede regionale della Rai cambia indirizzo e  si trasferisce dalla storica sede di viale della Pineta in un nuovo fabbricato di Via dell’Edilizia in cui occupa 5600 mq:  una sede moderna, spaziosa, funzionale e progettata per fare fronte a tutte le esigenze logistiche e tecnologiche; la presenza di quattro salette di montaggio, uno studio televisivo, due studi radiofonici con le rispettive regie tecnologicamente all’avanguardia, rappresentano il fiore all’occhiello dell’intero insediamento.

Nel 2002 la testata regionale si rilancia dedicando una altro spazio con la rubrica delle 7 e 30 del mattino  ”Buongiorno Regione” ,  un programma con notizie  di servizio dedicato prevalentemente  al mondo delle famiglie, del  lavoro e dell’associazionismo.

Un’altra tappa epocale, la Tgr l’ha compiuta, alcuni anni fa, con la digitalizzazione dei processi produttivi,  il settore di produzione della sede ha abbandonato il mondo analogico  per abbracciare quello digitale mandando in pensione le vecchie cassette video con i voluminosi  videoregistratori  Ampex e apparecchiature per il montaggio, sostituite da minuscole memorie allo stato solido,  videocamere digitali,     pc e software  potenti per l’editing audio-video, e una saletta per la conversione degli standard  video e l’instradamento verso l’esterno o l’interno  dei servizi.  

Un processo di dematerializzazione che ha eliminato gli archivi fisici delle cassette che occupavano spazi enormi  e voluminosi locali per alimentare solo archivi  su supporti statici o virtuali.  Le stesse cassette usate con la tecnologia analogica sono già in parte tutte convertite su supporti  digitali contenenti tutto il materiale andato in onda, compreso il cosiddetto “grezzo”, che faranno parte del patrimonio di storie e testimonianze consultabile on line da giornalisti, studiosi, enti, istituzioni o da altre televisioni  europee.                                                 

Non solo e’ cambiato il processo  produttivo sono cambiate il modo di trasmettere le dirette da qualsiasi punto del territorio  si voglia trasmettere,  solo a pensare a un quinquennio fa occorrevano attrezzature pesanti come i pulmini per i collegamenti  satellitari o più indietro nel tempo ai ponti radio mobili.

Con le nuove tecnologie tutto si è semplificato, si può trasmettere l’evento senza organizzarsi preventivamente, basta  il tempo di raggiungere il luogo di ripresa, e grazie ai cosiddetti “ Zainetti” l’immagine presente all’uscita della telecamera  entra nei circuiti della rete cellulare telefonica terrestre  di uno o più gestori per la diffusione agli utenti.

 Di pari passo alla digitalizzazione dell’impiantistica di sede è stata anche digitalizzata con qualche anno di anticipo tutta la rete diffusiva di Rai Way consentendo di aumentare i canali trasmessi dai soliti tre a 12, con Rai 1,Rai 2 e Rai 3 anche in alta definizione, migliorando di molto la qualità ed eliminando del tutto quei disturbi  che le interferenze delle frequenze in tecnologia analogica causavano sulle immagini.

Adesso si lavora ad una nuova tecnologia:  una versione più evoluta: il dvbt-t2,   che, grazie all’utilizzo del nuovo standard di compressione video H265 di nuova generazione , migliora la qualità e raddoppia la compressione dei dati .

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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