QUELLO SCULTORE PER CASO IN UN CAMPO DI PRIGIONIA BRITANNICO

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Leonardo Pisani

di LEONARDO PISANI

Scultore per caso, artista per prigionia, Leonardo Pisani non poteva immaginare che la sua vita sarebbe stata destinata a intagliare il legno, a dar vita a figure apotropaiche che forse ricordavano quelle maschere che aveva visto in Somalia , quando  partì da giovane per sfamare la sua famiglia, oppure ispirate a quei “muoccie r fundana” che erano l’unica fonte di acqua per quell’Avigliano di inizio ‘900 dove era nato tra lu Suritiedde e Gret a Rocc, gli stessi antichi quartieri  dove sono nato e cresciuto io, suo nipote,  oppure chissà figure che ricordavano quelle viste tra Albania e Grecia, quando soldato del Regno d’Italia dovevano “rompere le reni alla Grecia” mandati dal Duce  a perdere nei Balcani. Primo figlio  maschio di Domenico Nunzio e Margherita Pinto, nato nel ottobre 1908, dopo Giovanna partita presto per le Americhe e fratello di Donato, Michele, Canio, Vito e Carmine, poi tutti sotto le armi durante la Guerra Mondiale, E fu  proprio per causa bellica che incrociò l’arte. Destinato a umili mestieri, cresciuto tra due guerre, nel peregrinare tra i Balcani, fu preso prigioniero dagli inglesi e mandato in un campo di prigionia in Gran Bretagna, allora sotto il regno di Giorgio VI il re balbuziente.

Trattato bene, mi raccontava : “Ho studiato inglese, uscivo anche fuori per lavorare, tanto mica potevamo scappare “. E impara a creare anelli dalle monete, dai penny, dalle rupie, dalle sterline e cent e dal ferro e scopre quella vena artistica, che forse c’era nel suo dna ma non avrebbe mai potuto esercitare in una normale vita di Avigliano, lu uagliò r Pierr (questo il soprannome dei Pisani) era destinato a fare il pastore, neanche l’artigiano forse.  Dopo la guerra, ritorna ad Avigliano, l’aspetta la moglie Giovanna Sacco e le due figlie Margherita e Maria nasceranno poi Mimì e Alba.

Il brigante Crocco

Lavora al cementificio ad Avigliano Scalo e scolpisce, come un tempo già da colono nelle terre d’Africa, dove imparò anche a cavalcare e poi sotto le armi dell’esercito per mezza Europa, le sue statue poi gireranno in mostra in Lucania, in Italia e anche all’estero. I sui ninnoli, le sue facce naif, i posa cenere intarsiati, i preziosi porta chiave in legno, cosi originali e ben scolpiti, i presepi con pastori alla Ligabue e animali quasi mitologici sono arrivati nelle Americhe, in Scozia, in Ambasciate e Consolati, spesso lavorati insieme al figlio ossia mio padre, Mimì, poi anche lui scultore e artista.

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