Il diverso peso decisionale delle Regioni lo si vede in tante cose, grandi e piccole. Da come si muovono, ascoltati, sull’autonomia a come fanno arrivare le loro esigenze sui tavoli giusti del Governo. Vi ricordate quando la Campania chiedeva aiuti per smaltire le tonnellate di rifiuti che giacevano sulle strade? scherno, moralismo da quattro soldi e naturalmente il solito riferimento ad una regione in mano alla mafia. Adesso c’è una emergenza fanghi in Lombardia? Presto detto: una notte, una manina e Genova diventa la maschera giuridica dietro la quale si nasconde una porcheria colossale , quella di alzare il limite degli idrocarburi presenti nei fanghi da depurazione, praticamente consentendo di spargere veleno in tutti i campi italiani. E noi italiani che ci affanniamo a mettere in guardia dalle conseguenze che possono provocare nella catena alimentare, ci vediamo moltiplicati i valori massimi raggiungibili. Come dire. State zitti, altrimenti li aumentiamo. E oggi capiamo che la manina, la più autorevole, è di un deputato penta stellato lucano e non uno qualunque, ma uno che capisce che cosa deve scrivere in un testo legislativo che parla di idrocarburi. Ed ecco l’emendamento completo, con il quale vengono fissati i livelli di ben sette inquinanti:
Nel dettaglio, l”emendamento interviene sull”articolo 41 del provvedimento che introduceva già il limite di 1.000 mg/kg tal quale per gli idrocarburi (C10-C40) nei fanghi da depurazione utilizzati in agricoltura 8 IL PRECEDENTE LIMITE VIGENTE ERA DI 50 MG/KG. Il limite, che non viene modificato, puntava a superare la situazione di stallo in Lombardia dopo la sentenza del Tar del 20 luglio scorso, che ha dato ragione al ricorso avanzato da 51 sindaci contro la legge regionale che innalzava i valori soglia di idrocarburi presenti nei fanghi da depurazione. Dopo la sentenza le aziende che trattano i fanghi hanno cominciato a non accogliere più il materiale dai depuratori, bloccando circa 3 mila tonnellate di fanghi a settimana, provocando così una vera emergenza in Lombardia.
L”emendamento supera la sentenza del Tar introducendo altri 7 valori soglia: idrocarburi policiclici aromatici (IPA) dovranno essere contenuti nel limite di 6 mg/kg SS, i policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurano (PCDD/PCDF + PCB DL) nel limite di 25 ng WHO-TEQ/Ks SS, i policlorobifenili (PCB) entro i 0,8 mg/kg SS, il Toluene entro i 100 mg/kg ss, il Selenio entro i 10 mg/kg ss, il Berillio entro i 2 mg/kg ss. Per quanto riguarda i policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurano più PCB DL “viene richiesto il controllo analitico almeno una volta all’anno. Per quanto riguarda gli idrocarburi ,l’emendamento recita:
Ai fini della presente disposizione, il parametro idrocarburi C10-C40, il limite di 1000 mg/kg tal quale si intende comunque rispettato se la ricerca dei marker di cancerogenicità fornisce valori inferiori a quelli definiti ai sensi della nota L, contenuta nell’allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, richiamata nella decisione 955/2014/UE della Commissione del 16 dicembre 2008. Per come funzionano le analisi da noi, tra enti e agenzie che danno i numeri, siamo proprio a posto.
Questi sono i fatti, al di là delle interpretazione che ognuno può riservarsi per accusare o per difendere partiti e persone. E’ indubbio che al Movimento cinquestelle, che più si era esposto sulla questione inquinamento in Basilicata ( inceneritori, fanghi, dispersioni, difesa dell’agricoltura) questo protagonismo di un suo rappresentante ( che già ha avuto modo di sconfessare con atti e fatti alcune posizioni del movimento sul petrolio in basilicata) non può passare inosservato e richiede delle spiegazioni , per il Movimento ma sopratutto per i cittadini. Non si può passare da una parte all’altra ,dopo aver praticamente vinto una campagna elettorale sul tema dell’inquinamento da petrolio.