QUELLA VOLTA, L’ULTIMA DELL’ANNO

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Una storia breve

di

GERARDO ACIERNO

 

 

A San Silvestro con il crepitio dei botti a farla da padrone, il paese come per incanto sembrava essersi abbandonato alla pazzia. Fin dalle prime ore del pomeriggio il guerreggiare anonimo per le strettoie e gli slarghi aveva scosso le vetrine dei negozi e delle botteghe sulle quali, con la bambagia, mastri e bottegai avevano scritto “Buone Feste”.

    Non era ancora arrivata la prima neve dell’inverno ma il freddo si faceva sentire. Nelle case friggevano le carni e tutte le delizie utili per il cenone di fine anno; nei forni s’indoravano dolci e panettoni e i nonni spillavano dalle botti delle cantine di casa il primo vino. Al focolare i ceppi bruciavano come in un canto e le zie stendevano la tovaglia ricamata sulla quale a breve e prima della mezzanotte si sarebbe giocato a tombola.

     Il lampione del parco oscillava pigramente sull’ombra di un giovane che passeggiava tutto solo lungo il vialetto sterrato. Due ore prima la sua ragazza era andata via. Questa volta per sempre. Lei gli aveva detto del suo male terribile e aveva aggiunto, senza piangere: “non aspettarmi più, non seguirmi, non dimenticarmi”. Ed era scappata. Lui ora se ne stava in quel pezzo di strada a soffrire. Non aveva voglia di ricordare né di rincorrere il passato. Aveva voglia di farla finita.

     Fu in quel momento che dall’ombra emerse una figura che gli sbarrò la strada esclamando:

-Ciao, bello!

-Chi sei?- chiese lui con tono abbastanza irritato.

    L’altro, infilando il braccio sotto quello del giovane uomo, rispose:

-Non aver paura. Non sono l’uomo nero delle favole.

– Va bene, va bene – rispose scontroso il giovane- il fatto è che stanotte non ho molta voglia di parlare.

      Suonò la mezzanotte dall’orologio della torre:

-Lo senti? Batte le ore, conta i nostri minuti, ci accompagna nel nostro divenire, nel nostro crescere, nel nostro vivere. Poi, arrivano certi istanti e lui, sì lui, il Tempo, si distrae e non si accorge nemmeno di noi. Cocciuto, continua la sua passeggiata che a volte ci sembra una corsa e altre una marcia lentissima. E lungo questo cammino si  perdono le cose care con grande dolore. Ma credimi, si perde soltanto ciò che non è nostro.

 -Chi sei?- ribatté il giovane – un mago? un fattucchiere? un prete?

-Vedi, bello –riprese a dire la strana figura d’uomo- ti parlavo di ciò che è nostro. Ebbene, vuoi saperne di più? Allora ti dico che è davvero nostro tutto ciò che avvolgiamo nell’Amore. E’ solo l’Amore che batte il Tempo. Tutto quello che amiamo non muore mai.

-E allora?

-Non farti intrappolare nella scatola del Tempo- sussurrò il forestiero – scegli l’altra trappola, quella che tutto racchiude e nella quale tutto si completa. Si chiama Dio, bello, si chiama Dio, questa trappola. E la tua ragazza, non l’hai perduta. Se la ami davvero e se l’Amore governerà il tuo vivere, la vedrai trasformarsi in tutte le cose che ti circonderanno.

   Il giovane uomo tese le braccia per un abbraccio. Di fronte a lui, sullo sterrato, si stagliava, però, soltanto la sua ombra, ma la luce del lampione sembrò accendersi di uno splendore mai visto prima.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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