Next Future Transportation, un progetto che ha già l’ambizione di essere un prodotto e che già piace alla ricca Dubai

Modularità, sostenibilità e rapida operatività con costi che si avvicinano ai prodotti attualmente in commercio. Queste sono le caratteristiche del progetto tutto italiano di mobilità proposto da Next Future Transportation, una nuova azienda in cui batte sì un cuore italiano ma che si divide tra Padova e la Silicon Valley. Parliamo di un veicolo a trazione elettrica progettato per trasportare persone in modo innovativo e rivoluzionario. Un cubo di due metri e mezzo per lato che può ospitare fino a dieci persone e che ha al suo interno un motore elettrico di ultima generazione.
L’idea è di un ragazzo padovano, Tommaso Gecchelin, poco più che trentenne con in tasca due lauree, una in Fisica e l’altra in Disegno industriale che insieme al co-fondatore di NFT Emmanuele Spera, ha creduto in un progetto veramente innovativo.
La “rivoluzione”, se di questo vogliamo parlare, è la sua modularità. In pochi secondi può trasformarsi in un “treno” composto da molti moduli che possono trasportare in sei metri, la lunghezza media di un bus a trazione elettrica o con un motore a combustione tradizionale, fino a 60 persone contemporaneamente. Ma la modularità esiste anche nell’anima del progetto: infatti ci tiene a spiegare al VELINO Gecchelin, “il nostro non vuole essere un prototipo ma un laboratorio di idee pronto a sfornare un vero prodotto e, cosa molto importante, in un momento in cui le tecnologie in campo di trazione elettrica sono in continuo cambiamento, capace di evolversi con le nuove tecnologie con aggiornamenti che hanno costi contenuti. Infatti sono già integrati tutti i sensori per la guida autonoma.
L’azienda conta già una decina di dipendenti tra l’Italia e Usa: “stiamo svolgendo continui test per poter presentare nei prossimi mesi un prodotto che ha peculiarità uniche e che ha costi per la trazione e per i pezzi di ricambio in linea con quelle che sono i costi di veicoli attualmente in servizio in molte capitali”.
A credere nel “cubo”, tutto prodotto in alluminio e materiali compositi, sono gli Emirati Arabi Uniti. Infatti Dubai sta portando avanti un’ambiziosa politica ambientale che vede nello sviluppo sostenibile il volano di molti progetti simili. E proprio in quella sede il progetto prenderà il via nei prossimi mesi. Questi veicoli hanno un’autonomia importante potendo percorrere fino a 250-300 chilometri prima di dover essere rimessi in carica. Ma non solo: i moduli oltre che essere adibiti a trasporto di persone possono trasportare merci e diventare anche altro, come ristoranti o camere da letto viaggiante. Basta usare la fantasia e riempire il modulo con quello che può essere utile nel contesto in cui deve operare.
Il “treno” può essere composto anche da dieci moduli. Un veicolo però molto più manovrabile di un TIR o un bus attualmente in circolazione in quanto il mezzo ha un raggio di sterzata molto stretto grazie distanza dell’interasse. Il progetto sarà presentato a Roma venerdì 29 settembre, nell’ambito dell’iniziativa “Common Security and Stability in the Meditterranean Region” presentata dal gruppo del Ppe al Parlamento europeo. L’iniziativa si aprirà giovedì mattina all’Hotel The Westin Excelsior a via Veneto. Mentre venerdì, appunto, nell’ambito del panel “Youth Enpowerment in the European Union” Tommaso Gecchelin presenterà il progetto di Next Future Transportation. fonte ilVelino/AGV NEWS Roma