Qui gatta ci COVA

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anna scarnato

Al COVA di Viggiano si è registrata l’ennesima fiammata con emissione di fumo nero e bianco dai camini dell’ impianto petrolifero. Un forte odore di zolfo, il solito che gli abitanti respirano in frangenti come questo, un’inalazione che brucia le mucose e la gente esasperata che chiude le finestre in piena estate.

I lavoratori sono stati fatti uscire, anche perché il tutto pare sia stato preceduto da un forte rumore. Il sindaco ha segnalato alla Regione l’ennesimo accadimento, rilevato sia dall’Arpab , in loco da due anni, sia dal comitato dei cittadini.

Dopo ogni evento del genere , è facile desiderare di  “cacciare” dai territori lucani i conquistatori che hanno molto a cuore il miglior profitto e forse per ciò l’interesse a mitigare i disguidi che le attività relative alle estrazioni del greggio purtroppo contestualmente si verificano.

Perché viviamo un dualismo di pensiero che vede una accelerazione emotiva quando si mette in discussione il bene-salute e si tende d’istinto a rimuoverne  le cause  alla radici e un successivo pensiero “ragionato”che deve fare i conti con l’occupazione e il bisogno di un territorio che per l’industrializzazione ha sacrificato lo sviluppo agricolo, la bellezza paesaggistica e il turismo. E  i conquistadores, che conoscevano bene il bisogno, su quello hanno fatto leva per volgere a proprio vantaggio le situazioni. Nasce così spontaneo un discernimento che prende le distanze dagli scarsi ritorni vantaggiosi riconosciuti ai comuni interessati dalle estrazioni di greggio e condanna i ripetuti silenzi e le imbarazzate giustificazioni che rimandano gli eventi ad una semplice interruzione elettrica  o a manutenzione di un impianto, mai invece a malfunzionamento degli stessi. I rilievi ,poi, effettuati, magicamente rientrano in parametri di normalità delle emissioni di gas. I boschi che fanno da sfondo alla ricca valle continuano ad emettere ossigeno che nell’aria si mischia a miscele di gas e zolfo.

Popolo colonizzato il nostro che subisce per necessità ma non può definirsi inconsapevole dei danni all’ambiente, dei cambiamenti antropologici, climatici, della incidenza dell’inquinamento sull’aumento di malattie tumorali nella zona del COVA rispetto ad altre. I residenti dovrebbero percepirsi se non padroni, poiché la natura appartiene a tutti, almeno fruitori primari per identità ed appartenenza ma sono solo presenze non rilevabili da parte dei padroni che pensano di riuscire a ipotecare terre, sottosuoli, aria, acque e persone. Il silenzio è dannoso . Il silenzio in circostanze come questa è il costume di chi dovrebbe   allarmarsi e scandalizzarsi per prima di fronte ai rischi che un territorio e la sua gente corrono. Se non altro perché è la tua stessa gente, la tua stessa terra lucana. E invece spesso è avvenuto che un’emissione di gas, uno sversamento di olio inquinante è scaduto a regolare modalità di funzionamento o a probabilità di accadimento nei bollettini delle maestranze multinazionali. Ogni fiammata irregolare ricorda all’uomo il rovescio di una medaglia che i nostri politici del tempo si appuntarono in petto con l’orgoglio di aver svenduto il suolo terrestre ed anche forse la possibilità di trivellare il suolo marino. Quell’odore acre di zolfo ricorda l’ ANIC, POZZi e MATERIT di PISTICCI e FERRANDINA, industrie che proprio a luglio del 1961 videro posare la prima pietra di costruzione. Le estrazioni iniziarono dopo quattro anni con l’industrializzazione della Valbasento. Solo dopo anni un’amara sorpresa che fece emergere in superficie, come il nero petrolio dalle trivelle, patologie ai polmoni e ad altri organi a causa dell’absesto contenuto nelle coperture dei capannoni industriali e nei muri . Molti iniziarono a morire, molte donne a vestirsi di nero come il petrolio, altri ma pochi sono scampati ma vivono portando dentro e fuori tracce sempre più in evoluzione di danni dovuti all’amianto respirato. Lavorare per vivere e non per morire. La morte al COVA di Viggiano, o a Tempa Rossa, altro sito attenzionato, non aspetta il tempo che le è servito in Valbasento… Qui si muove veloce e subdola come subdole sembrano essere certe risposte. I soldi al di sopra della vita. Le verità negate, le richieste e le ispezioni permesse dall’ENI hanno riguardato l’esterno dei pozzi (DIANTINI- università di Padova); gli organi   di controllo  regionali costituitisi ai tempi della giunta passata (ISPRA), secondo VALORI (sito giornalistico) costituiscono un sito sempre in stato di aggiornamento e quindi non consultabile.

La gente è stanca di ascoltare le solite parole a commento di indagini su persone informate dei fatti: “sono sereno e certo della mia corretta condotta”. La tasca di alcuni sarà pure pesante di denaro ma costoro mettano in conto che un pari peso graverà sulla loro coscienza. Di li non si fugge.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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