BARDI, SE NON VUOLE LA CRISI, SI DIA UNA MOSSA

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Gianfranco Blasi, un moderato doc, di felice estrazione democristiana, gioca tutte le sue carte su Bardi, ritenendolo l’uomo adatto a portare avanti quel rinnovamento promesso e per cui gran parte della popolazione lucana si è spesa nelle urne. Più che un elogio il suo è una difesa del Governatore e questo gli fa onore perchè effettivamente Bardi è sotto attacco da parte di settori della sua stessa maggioranza. I motivi non sono nobili e, gira e rigira, attengono alla spartizione delle poltrone , messa tra le cose non urgenti nell’agenda del Presidente. Che poi questa motivazione restI coperta è nelle cose della politica. Siamo al punto che il fuoco amico brucia più di quello avversario e gran parte della causa è nel fatto che il presidente Bardi non rinuncia alla sua impostazione di dialogare direttamente con Roma, saltando interlocuzioni locali portatrici spesso di richieste difficili da digerire. Sono anche d’accordo che tra le scelte fatte da Berlusconi , il Governatore della Basilicata è quello che più brilla per prestigio personale, per limpidezza morale e per quello spirito di servizio che molti, anche tra avversari, gli riconoscono. Detto questo , e stabilito che quindici mesi sono un tempo sufficiente per imparare il mestiere di amministratore, il Governatore Bardi non ha impresso il timbro dell’efficienza e dell’efficacia nell’azione dell’esecutivo, rifugiandosi nel vecchio vizio che i politici hanno preso da qualche anno di ridurre l’amministrazione ad una ristretta cerchia di dirigenti scelti su base fiduciaria, con l’aggravante che stavolta i prescelti vengono tutti da fuori regione, non conoscono il territorio ed agiscono nell’ignoranza di molti dei problemi che gli si presentano. Ora, il caro Blasi, persona che stimo, si accoda a quanti vedono nell’ostruzionismo della burocrazia, la benzina annacquata che inceppa il motore. Non di ostruzionismo, invece, si tratta, ma di un rapporto sbagliato che l’amministrazione ha instaurato con la burocrazia e di una non risoluzione dei problemi che la riguardano. Mentre la politica è corsa a prendersi quel dieci per cento di dirigenti scelti dall’esterno o da altre amministrazioni, la stessa si è scordata di riempire i vuoti di organico che nei Dipartimenti ci sono. Nella sanità ,tanto per fare un esempio, su tredici uffici di partenza, sono rimasti 4 dirigenti ed uno di questi andrà in pensione a fine anno. Ogni dirigente ha due o tre incarichi ad personam, con oggettiva difficoltà a gestirli in maniera adeguata. E’ chiaro che il carico di responsabilità è tale che ognuno bada a difendere la propria famiglia, non buttando il cuore oltre l’ostacolo, ben sapendo che visto dall’alto il suo lavoro è del tutto misconosciuto, almeno lì dove il vertice dipartimentale si è organizzato con un proprio cerchio magico.  Tanto per essere precisi, questa deleteria prassi di ridurre i dipartimenti a cerchie ristrette e controllabili non è nata con questa legislatura, ma  se uno entra in campo con l’intenzione di vincere la partita deve dimostrare di saper giocare meglio degli altri. Ora, se moltiplichiamo questa carenza di dirigenti per tutti i Dipartimenti, ci possiamo rendere conto che ne mancano almeno un trenta per cento rispetto alla dotazione ottimale. Un concorso in quindici mesi lo si sarebbe potuto espletare, ma il guaio è che ancora oggi non se ne parla. Detto questo , per completare il discorso di una scarsa attenzione al funzionamento della macchina regionale, sarebbe bastato che dal primo giorno il presidente avesse convocato la commissione di valutazione dei dirigenti , ordinandole di preparare per ogni dirigente un atto di indirizzo, con gli obiettivi da conseguire: dimezzamento dei tempi, deleghe precise e circostanziate alle Posizioni Organizzative, risultati da raggiungere in termini di costi- benefici materia per materia. Per capire l’importanza di questo passaggio basti pensare che persino il Governo, nel decreto rilancia Italia ha inserito incentivi economici per i dirigenti che velocizzano la spesa, a dimostrazione di quanto sia urgente dare direttive precise ai protagonisti operativi dell’amministrazione regionale. un buon esempio l’ha dato anche l’Assessore all’agricoltura Fanelli che ha portato in Giunta la semplificazione degli adempimenti concernenti il vincolo idrogeologico.  Questo per far correre insieme tutti i cavalli della Regione e per capire se tra di loro ci sono brocchi o campioni, indipendentemente da come la pensano politicamente e di chi sono figli. Ridurre il tutto ad una resistenza preconcetta della burocrazia verso i nuovi, è sbagliata e non concorre a facilitare quella sintonia tra politica ed amministrazione necessaria ad andare avanti. La riprova è che in quei dipartimenti dove l’assessore di riferimento gioca a tutto campo, utilizza tutte le leve e non guarda le tessere politiche ( vedi Cupparo con la vicenda Bernardo ) le cose vanno decisamente meglio. Quanto poi all’accusa verso i Sindacati di essersi svegliati solo ora con la pressione alta e una aggressività sospetta, Blasi dovrebbe sapere che l’ostilità verso la regione non è incominciata l’anno scorso e che l’innalzamento pressorio è oggettivamente dovuto ad una situazione che anziché migliorare sta peggiorando in maniera drammatica. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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