I RAGAZZI ITALIANI NON SANNO PIÚ SCRIVERE?

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ida leoneIl dibattito é stato innescato da una lettera sottoscritta da 600 fra professori universitari e studiosi di vario genere, che lamentano le carenze grammaticali e sintattiche (ma anche l’incapacitá di sintesi e di comprensione di un testo altrui) dei ragazzi che arrivano all’Universitá. Non frequentando direttamente bambini delle elementari (oops, scuola primaria!!) non sono in grado di dire se i programmi ministeriali relativi all’insegnamento della scrittura (lettura, dettati, riassunti, etc.) siano gli stessi di 40 anni fa, ma ne dubito fortemente. La mia sensazione é che sia stata completamente destrutturata la necessitá di fare un po’ di fatica, sui libri, di sbagliare, essere rimproverati e riprovare: la mia maestra, pace all’anima sua, era una nazista che oggi andrebbe dritta in galera dopo tre giorni di scuola, ma aveva quale suo unico obiettivo quella di farci uscire dalla quinta elementare in grado di leggere fluentemente, scrivere senza il benché minimo errore, con un lessico ricco ed appropriato, saper fare operazioni con le frazioni, conoscere uno zoccolo duro di nozioni di storia, geografia, scienze, classici della letteratura italiana, poesie a memoria. E saper fare l’uncinetto. Alle medie ho trovato insegnanti che erano perfette prosecuzioni logiche della maestra: nessun timore di assegnare interi brani dei Promessi Sposi da imparare a memoria, e quintali (quintali!!) di analisi logica. Idem al liceo, nel corso del quale siamo stati spremuti come limoni per costringerci a pensare, a cercare collegamenti, a escogitare nuove interpretazioni, a capire il come ed il perché. Non é stato mai facile e spesso é stato noioso, umiliante, fustrante. Ma che soddisfazione, quando ci si riusciva.

É colpa della scuola se non accade piú? delle riforme ministeriali? dei genitori? della televisione? di internet? amici insegnanti mi raccontano di ragazzi delle superiori cui manca la capacitá di collocare gli avvenimenti in un contesto spazio temporale, di raccontare un fatto della loro vita argomentando un prima e un dopo, una causa ed effetto. La sgrammaticatura, a questo punto, sembra un problema grave ma risolvibile, se si riparte dalla scuola primaria.

Posto due contributi letti in rete che mi sono particolarmente piaciuti, pur nella loro durezza, e una contro-lettera di un insegnante delle superiori, che non ci sta a sentirsi addossare la colpa.

Il dibattito resta aperto.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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