RECOVERY FUND, C’E’ CHI STUDIA LA RAPINA

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C’è la firma di 25 senatori ( 24 del Movimento 5 stelle e una di Forza Italia) sotto l’interrogazione presentata al Ministro dell’Economia perchè faccia luce in Parlamento della sperequazione storica esistente tra Nord e Sud riguardo sia alla spesa di funzionamento dei servizi, sia alla spesa di finanziamento in conto capitale. E’ un fatto che trascende la cronaca di partito per diventare un fatto di rilievo politico e sociale, perchè per la prima volta si porta nella sede deputata una questione che finora era stata sciroppata tra economisti o al massimo su qualche organo di stampa.  L’iniziativa , cui ogni senatore meridionale dovrebbe apporre la firma per coerenza rispetto alla funzione di rappresentanza dei territori che ancora formalmente detengono , è una risposta a quanti già mettono le mani avanti rispetto all’uso del recovery fund portando la tesi che siccome il Mezzogiorno non è in grado di spenderli, tanto vale dirottare quei soldi verso le Regioni che sanno che fine fargli fare. Che poi l’abbiamo visto nella sanità, o nelle infrastrutture dove spiccano il MOSE e l’Autostrada fantasma Brebemi . Quella interrogazione, primo firmatario un senatore penta stellato di Napoli, Vincenzo Presutto, che non a caso è commercialista ed è vicepresidente della commissione per il federalismo fiscale (  l’uomo giusto al posto giusto) mira da un lato a ricordare all’organo legislativo di cui fa parte che lì’Europa ha dato i  soldi e, insieme ad essi, il compito di riequilibrare il Paese, rilanciando lo sviluppo nei territori più arretrati, dall’altro a mettere le mani avanti rispetto almeno alla soglia minima che per diritto e per legge tocca al mezzogiorno, e cioè quel famoso 34 per cento che è scritto sulla carta ma che molti governanti , compresi quelli attuali, si scordano di leggere quando serve. E torna di attualità la richiesta che sale dall’opinio0ne pubblica meridionale ai parlamentari e ai Governanti di questa parte del Paese: mettere davanti alle questioni di partito l’interesse generale del Mezzogiorno, farne una questione nazionale, prendere ogni iniziativa per tornare a parlare delle Regioni del Sud come realtà unita e diversificata, una Entità in cui tutti, dai governatori al consigliere comunale del paesino più piccolo, si riconoscono. Mi voglio augurare che questa iniziativa non sia una uscita casuale ed episodica di uno o più parlamentari, ma sia il segnale che il Movimento Cinque Stelle abbia deciso di investire la propria azione su questo tema del riequilibrio territoriale , un tema tradito da altre forze e strumentalizzato dalla destra che ne vuol far dei vagoni inerti e vuoti al traino delle locomotive del Nord. Fossi un parlamentare nato al Sud, eletto al Sud, quella interrogazione l’andrei a firmare o almeno ne farei una seconda, una terza e una quarta a nome di chi vuole mettere fine ad una rapina della storia d’Italia. Così come qualsiasi consiglio regionale o comunale che sia, dovrebbe farsi sentire su una questione che è centrale per il futuro dei figli del Sud. La retorica sui giovani che se ne vanno è figlia del fatto che oggi la gran parte dei governanti o della classe politica meridionale non sa vedere oltre il proprio naso. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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