Martedì arriva in Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria, la delibera di costituzione della Commissione speciale per il Recovery Fund, e vi arriva dopo che i due consiglieri di Italia viva,Braia e Polese, hanno fatto invano il diavolo a quattro perchè il presidente del Consiglio Cicala la predisponesse. Bisognerà infatti ricordare che quella proposta di costituzione della commissione speciale era stata approvata dal Consiglio all’unanimità nella seduta del 17 dicembre scorso. Da allora bisognava che il Presidente facesse una formale delibera di attribuzione alla terza Commissione di questa competenza speciale, che è del tutto separata dal normale lavoro dell’organismo consiliare citato. Tre mesi e non se ne è fatto niente, e si è arrivati al punto che lo stesso Braia ha scritto una bozza di delibera ed ha preteso ed ottenuto che fosse inserita nel consiglio straordinario di martedì prossimo. Delle due l’una: o il presidente Cicala, distratto da altri fatti politici, si è reso responsabile di un ritardo su una questione di vitale importanza per la Regione, o la dirigenza del Consiglio non ha adempiuto ad un atto urgente deciso dall’Assemblea. E se non sono successe conseguenze importanti, lo si deve solo al fatto che nel frattempo c’è stata una crisi politica nazionale, si è fatto un nuovo Governo e il nuovo presidente vuole ripartire da zero per quanto riguarda la stesura del piano di rinascita. Non ci fosse stato questo cambio di scenario, le cose sarebbero state decise sopra la nostra testa, magari pescando, secondo spinte ed interessi diversi, da quell’enorme elenco inviato dal Governatore Bardi in cui c’era tutto quello che in vent’anni è rimasto sospeso o inattuato, col risultato che molti di quei progetti o erano solo idee non verificate, o erano opere che nel frattempo andavano modificate, o erano progetti pronti per il finanziamento ma che procedevano in maniera autonoma, svincolata da una visione generale e da un discorso di priorità. La nomina della Commissione speciale, opportunamente proposta dai due consiglieri di Italia Viva, doveva e deve servire esattamente a coprire quella mancanza di partecipazione che il Governatore Bardi non ha potuto assicurare, per non disertare l’invito che l’ex premier aveva fatto alla regione di presentare subito le proposte relative alle sei direttrici del recoveri Plan. Adesso il lavoro ricomincia da zero, ma bisognerà correre per dare un prodotto dignitoso, che sia frutto del coinvolgimento dei Sindaci, dei presidenti di province, degli imprenditori e delle categorie, delle professioni, dei sindacati,delle aziende speciali come Anas e Ferrovie e quant’altri possono dire la loro in termini di opportunità e di priorità. Dalla qualità di questo lavoro possono uscire indicazioni utilissime sia per la stesura finale del piano strategico regionale sia per la proposta della Basilicata al Governo circa le priorità da dare agli investimenti in territorio lucano . Finalmente qualcosa si muove. Rocco Rosa
RECOVERY FUND, IN CHE MANI SIAMO MESSI?
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