REDDITO DI CITTADINANZA E REDDITO DI INSERIMENTO: L’UNO ESCLUDE L’ALTRO

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Arrivano al pettine i problemi legati alla non coesistenza tra reddito minimo d’inserimento e reddito di cittadinanza. Una cosa che si sapeva da almeno un anno, da quando i vincitori delle elezioni 2018 lo hanno tradotto in impegno di governo. Poche Regioni avevano prodotto un provvedimento sociale di questo tipo e la Basilicata lo ha dal 2005 , con l’utilizzazione di una consistente quota finanziaria delle royalties. Il meccanismo introdotto dalla Regione, fino al 2012 era indirizzato alle situazioni di povertà, con una focalizzazione di fattori e condizioni che conferivano gravità al bilancio familiare ( anziani soli, invalidità grave); poi, con la legislatura Pittella è passato ad alleviare il disagio da mancanza di lavoro, rivolgendosi verso l’aiuto al reinserimento lavorativo, come dire l’antesignano del reddito di cittadinanza. E’ da un anno che su queste colonne abbiamo avvertito che si sarebbe arrivato a dover sostituire un provvedimento regionale autonomo e spontaneo con il provvedimento di legge statale, perchè è pacifico che i due strumenti non possono coesistere in capo al medesimo bacino di utenza. Il problema che si sta creando è che le norme statali sono più restrittive rispetto a quelle regionali e per di più sulla loro giusta applicazione incombe il terrorizzante pericolo del carcere per  dichiarazioni mendaci ( che spesso non sono fatte in malafede ma per ignoranza o non conoscenza delle procedure giuste ). E’ evidente che tra i due provvedimenti la gente vorrebbe tenersi quello che già ha , ma la cosa non è fattibile sia perchè mettendoci soldi sulla stessa misura la regione incorrerebbe nella censura per danno erariale, sia perchè  il provvedimento statale ha una estensione più vasta di quello regionale, dal momento che sono state prodotte diecimila domande. E’ evidente che quei soldi regionali indirizzati verso il recupero lavorativo delle persone  non possono utilizzarsi per quello scopo, ma non per questo debbono sottrarsi al settore sociale , dove ci sono situazioni di povertà e di precarietà che  prescindono dal problema lavorativo. Sui servizi la regionalizzazione ha spaccato l’Italia in due dal 1970, tra chi li aveva e se li è tenuti con i soldi di tutti, e chi non le aveva e non ha fruito dei soldi di nessuno per farseli. Si apre dunque un ventaglio nuovo di possibilità, portando questi soldi a sollievo di situazioni di sofferenza nei servizi per gli anziani soli, per l’assistenza domiciliare, per il “dopo di noi”,per gli asili nido e via dicendo. Detto questo è evidente che le polemiche  su “ si stava meglio quando si stava peggio” non possono avere vento a favore . Così è ( la legge), se vi pare Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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