Il tempo che si perde nelle polemiche spicciole , ora a sostegno di questi, ora all’indirizzo di quelli , è segno di una mancata consapevolezza del ruolo che si ricopre in una Istituzione. Il Consiglio regionale non è il consiglio comunale dell’ultimo paese sperduto della Basilicata dove, qualche volta, le liti tra famiglie, i rancori, le invidie determinano anche i comportamenti di qualche consigliere. E’ un Organo che nella funzione legislativa è secondo solo al Parlamento e che , in quanto tale, dovrebbe volare alto, nei suoi atti normativi, o di indirizzo o concernenti l’attività ispettiva. Invece la sostanza è poca e le chiacchiere riempiono pagine di comunicati, ora per lodare questo collega, ora per attaccare l’avversario ora per fare da paciere tra l’uno e l’altro. L’impressione che se ne ricava è sgradevole, perchè sembra che l’interesse sia più rivolto alle beghe della politica che alla qualità del lavoro istituzionale, con un’Assemblea che , al di là di qualche singolo consigliere, vanta una produzione abbastanza scarsa e tiene un ritmo ciclistico da surplace. Eppure siamo a venti mesi dalle elezioni e gli atti fondamentali di partenza sono ancora al di là da venire: la organizzazione burocratica e i concorsi, la programmazione regionale e il piano strategico, il piano sanitario regionale. E’ vero che il Covid ha cambiato interamente lo scenario di lavoro e ha determinato nuove priorità, ma questa emergenza deve ricondursi al lavoro di un Dipartimento e alla responsabilità di un presidente e non essere la causa di un fermo globale. L’impressione che si ricava è che questa maggioranza sia ingessata da un clima politico che non è di collaborazione ma di reciproca diffidenza, una convivenza di necessità che è un fardello difficile da sopportare e che trova uno sfogo in posizioni di disaccordo di questo o quel consigliere su questa o quella questione. Avevamo detto dall’inizio che una crisi era improponibile : pur desiderata da molti, avrebbe corso il rischio di rimanere aperta per mesi e mesi, nella incapacità di trovare gli equilibri giusti nei singoli partiti . Però questa situazione di perenne attesa di qualcosa che non arriva è come una crisi, nel senso che non si può andare avanti su niente di sostanziale e si gioca appunto a intervenire sulle cose che non interessano la gente ma che servono a certificare l’esistenza in vita..politica di questo o di quello. Il Governatore Bardi riunisca la maggioranza consiliare in una riunione a porte chiuse e faccia capire che con questo comportamento la coalizione è destinata a naufragare, E c’è qualche consigliere d’opposizione che già tiene di mira il telefono in attesa di un ribaltone. Rocco Rosa
REGIONE, MAGGIORANZA PARALIZZATA
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