Enoturismo in Italia – Sondaggio dalla parte del turista

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 by O.V.S.E. – C.E.V.E.S.

L’Italia inizia la scalata al fenomeno francese che con 10 milioni di utenti fattura 5,1 mld/euro l’anno

 
Enoturismo in Italia – Sondaggio dalla parte del turista by O.V.S.E. – C.E.V.E.S.

ENOTURISMO IN ITALIA. SONDAGGIO DALLA PARTE DEL TURISTA FRUITORE MARGINI DI SVILUPPO ENORME, MA CONCENTRAZIONE, VELOCITA’, INFORMAZIONE

L’enoturismo si diffonde sempre più. L’Italia inizia la scalata al fenomeno francese che con 10 milioni di utenti fattura 5,1 mld/euro l’anno. L’Italia con 14 milioni di enoturisti crea un giro d’affari di 2,5 mld/euro. Buona salute, ma ritardi di programmazione dell’offerta, scarsa sinergia fra pubblico e privato, queste in sintesi dai rapporti della parte offerta. Come Centro Studi-Ceves ci siamo rivolti ai fruitori, ai turisti stranieri e italiani, ai frequentatori di social, abbiamo sondato la domanda.

Quello che emerge è una fotografia abbastanza allarmante non tanto per il paragone con Spagna o Francia (12 milioni di utenti e 5,1 mld di euro di fatturato nel 2017), quanto la carenza di strumenti a disposizione, poca formazione, scarsa informazione, carenza segnaletica da punti viabilità e trasporti, carenza mezzi pubblici, bassa assistenza, poca scelta nei programmi, assenza di negozi, ma soprattutto zero-online. Circa il 65% degli enoturisti in Francia e Spagna usano gli user, i social, le proposte e-commerce. E’ vero anche che in Italia manca un impegno politico costante, vero è che la “creatività” italiana non sempre è positiva, anzi eccessi di app, di siti con proposte, di cantine fai-da-te, di associazioni sulla carta, di strade chiuse o non segnalate, di operatori non abilitati, prezzi-costi ballerini senza una nota precisa, carenza di lingue estere, assenza totale sulle piattaforme mondiali.

Comolli in Francia tra le vigne

Queste in sintesi le principali, e più ricorrenti, opinioni negative fra i fruitori stranieri, ma anche fra gli italiani. Poi recuperiamo moltissimo – rispetto sempre a Francia e Spagna, ma anche verso Usa o Grecia o Slovenia – in termini di soddisfazione della vacanza enoturistica, di soddisfazione personale e di rapporto spesa/benessere grazie al paesaggio e panorama, città d’arte, cultura, locande tipiche, piccole mostre.

E’ sicuramente importante che il settore cantine-enoturismo abbia finalmente una legge nazionale unica, una favorevole disciplina fiscale, una apertura di sistema ambientale, uno sviluppo di occupazione, ma questo deve andare di pari passo con efficienza, efficacia, programma, organizzazione e ottimizzazione dei servizi alla persona, soprattutto verso le abitudini, costumi, usi dei turisti stranieri.

Movimento, associazioni, consorzi, strade, città devono non solo fare squadra, ma simbiosi, sintesi, concentrazione con un programma-funzioni unico. Mancano mappe interattive, binomio vino-locanda, degustazione-formazione, abbinamento enoteca-discovering, mezzi pubblici per muoversi, identità dei distretti, più info gastronomiche. Gli stranieri chiedono soprattutto(circa l’80% dei 2.864 intervistati nel 2017) una mappatura-cartelli unica nazionale uguale in ogni regione con simboli europei riconosciuti, un osservatorio unico nazionale che studi e programmi non solo come movimento aggregativo, una piattaforma internazionale di tutte le 850 cantine italiane aderenti al sistema attuale, ma anche altre che vogliono entrare, con possibilità di acquisti online, card internazionali di accesso, ordine del vino direttamente stando a casa propria dopo il viaggio in Italia.

Enoturismo in cantina

Perché non utilizzare la tassa di soggiorno nazionale e l’iva risparmiata con il sistema forfettario per fare un progetto di servizi diretti al turista straniero? Va bene che la Toscana sia la prima regione per aziende/fatturato, ma occorre diffondere lo stesso modello per incrementare altre regioni che hanno tutti quei fattori e mezzi che rendono la vacanza enoturistica, trasversale, trainante, integrativa di altri programmi di distretto e di denominazione. Forse anche più sinergia fra enti Dop e enti turistici professionali sarebbe d’uopo, almeno attraverso un banco-offerte di pacchetti unico e fuori dal comparto vino.

Per fare un grande enoturismo italiano non sono necessari più costi fisse, più personale, più app, più uffici, più strade, servono più accordi 4.0, coinvolgere negozi tipici e negozi online, fare proposte per le vacanze-ferie, tenere “cantine aperte” più fine settimana possibile soprattutto in periodi tranquilli come dalla Epifania a Pentecoste, dal fine vendemmia a Natale, coordinarsi con i mercati vintage, banchi rionali, prodotti di campagna, qualche arredo urbano nelle città del vino che richiami il valore e l’importanza del vino in quei territori.

Non è più tempo per “vendere tanto per vendere”, occorre predisporre servizi e semplificazioni, dinamicità e confezioni…e qualche euro in più è comprensibile. Senza assistenza, servizi, informazioni diventa difficile far apprezzare una proposta enoturistica che vale qualcosa in più, ma soprattutto che crea notorietà.

Vino on line – Ecommerce

L’enoturismo abbinato all’e-commerce, con un unico marchio, una unica piattaforma assume la connotazione di strumento promozionale senza nessuna spesa aggiuntiva: una bella proposta enoturistica, un pernotto, presentato via online è la migliore operazione di internazionalizzazione del marchio, del vino, della denominazione e del distretto. A costo zero. Il carrello, l’atto d’acquisto da solo oggi è superato, non da valore aggiunto e per la cantina può essere un impegno in più, un tempo da dedicare. Ora le istituzioni pubbliche (ministero agricoltura e speriamo il ri-nato ministero del turismo) devono usare la leva della disponibilità economica, del sostegno finanziario, del contributo a fondo perduto solo difronte a concentrazione d’imprese, concentrazione di sigle, concentrazione di budget, concentrazione di proposta enoturistica. Uniformità e velocità, due strumenti necessari per l’enoturismo italiano, abbinati a online e servizi turista-user.

da Newsfood.com

Giampietro Comolli
Presidente Ceves – Centro Studi Economia Distretti Vini Spumanti Turismo


Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà


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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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