MIRKO BERTONCINI, I GOL PORTA A PORTA

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VITTORIO BASENTINI

 

 

Che cosa sogna un ragazzo?

il più delle volte, di diventare un calciatore. Proprio come Mirko Bertoncini.

Lui si è arrampicato sui campionati di calcio, da quello dei Dilettanti fino alla C2, fino ad approdare in serie B.

Mirko, infatti, classe ’86, difensore centrale, ha un passato da protagonista come calciatore nelle file di Carrarese, Prato, Sangiovannese ed Empoli, con il quale ha esordito in serie B nella stagione 2004-2005.

Ma negli spogliatoi c’è uno specchio e, quando ci passa davanti, Mirko vede un uomo di ventotto anni che ha confuso una passione con il proprio talento.

E’ stato il calcio,, a portarlo a Sarzana come giocatore della Sarzanese, dove ha conosciuto la donna che gli ha cambiato la vita, oggi sua moglie, e che gli ha fatto conoscere il mondo della vendita diretta.

Sin da subito ha sentito ‘Profumo di Folletto’ in casa: arriva infatti in azienda nel 2015, grazie al suocero che lavora in Folletto come capo distretto.

Per i primi 5 mesi gioca a calcio e fa l’agente part-time, poi si rende conto che il suo sogno è cambiato, che non vuole più allontanarsi dalla sua famiglia per le trasferte e che, soprattutto, si è innamorato del lavoro che fa.

Stavolta lo specchio di casa gli restituisce l’immagine di un uomo che ha capito che la passione non è tutto nella vita e che il talento vero uno può averlo in tante cose, basta guardare la persona che si ha di fronte e farsi le domande giuste.

Tutti ne possiedono uno, ma pochi hanno la capacità di riconoscerlo.

La domanda da farsi è: in che cosa posso dare il meglio di me stesso, senza rinnegare ciò che sono davvero?

Spesso però la risposta non ti piace, perché la società impone stereotipi di successo, dal cantante al cuoco, e se i tuoi talenti esulano da quei modelli lì, ti spinge a considerarti un fallito.

Mirko ha avuto la forza di analizzarsi senza pregiudizi ed ha riconosciuto con dolore di non essere nato per giocare a pallone.

Il calcio è il suo hobby, non la sua missione.

Si è ritirato precocemente , rinunciando ad una onesta carriera di seconda fila.

E, come un personaggio di Checco Zalone, si è buttato nel commercio degli aspirapolveri.

Intuisce che il suo vero talento consiste nel convincere gli altri a desiderare qualcosa di cui credono di non aver bisogno.

E la vita gli risponde: per il secondo anno consecutivo ha vinto il premio di miglior venditore “porta a porta” d’Italia, con oltre 1500 apparecchi venduti.

Che cosa sogna un ragazzo? Di diventare sé stesso. Come Mirko Bertoncini.

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