RICOMINCIO DA TRE: CONTEMPORANEE FOLGORAZIONI CINEMATOGRAFICHE

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EMANUELA DI MARE

 

Vi ripropongo due giovani ma competenti storiche dell’Arte.  Insieme e in poche righe Vi riassumono progetti e concetti a cui stiamo lavorando da molti anni. Potrei parlarne per ore per esporre in modo più dettagliato ed esplicativo ciò che ci si prefigge di concretizzare. Intanto riepilogando i pensieri e le idee memorizziamo ulteriori intenti e successi per distinguerci e per unirci agli altri gruppi di affidabili e suggestivi eventi e manifestazioni per la città, per la regione e per l’Italia tutta e anche oltre.

 

 ’Succede a Potenza, perché anche nei capoluoghi meno in vista del panorama nazionale, le cose “succedono”:ed accadono quando per realizzare “cose belle”, si fondono e si mettono a sistema volti ed energie “belle”.È l’entusiasmo, la voglia di rinnovarsi e di crescere, la volontà e l’incanto di farsi strada in un panorama che per i più resta occulto, quello dell’arte contemporanea, a fare in modo che un contenitore diventi disvelatore di un contenuto. In questo caso, nel pieno centro del capoluogo lucano, in una location storica e prestigiosa, la Cappella dei Celestini, accade che una mostra dia uno spaccato del nostro tempo, assecondando lo spirito tutto meridionale dell’accoglienza, e tenendo assieme anime differenti, legate da un messaggio da trasmettere. “Ricomincio da tre” è il titolo della mostra. Il Comune di Potenza che la propone assieme alla infaticabile organizzazione di EDM Artelier, nella persona di Emanuela Di Mare, vuole portare in città per l’estate un brano di estemporanea popolarità. Fuori dal tempo e dallo spazio congetturale, dunque, l’esposizione nasce per il sorriso, per la luce buona che l’arte sa dare se messa correttamente a sistema. Cinema e Arte hanno da sempre intrecciato i loro percorsi, costruendo relazioni proficue e articolate all’insegna di uno scambio reciproco di specificità e suggestioni, di una contaminazione tra ambiti culturali paralleli e, in qualche caso, complementari. Gli artisti, a partire dalla nascita della “Settima Arte” e sempre più frequentemente nel corso del XX secolo, si sono avvicinati al mondo cinematografico per coglierne l’essenza caratterizzante e per poi rielaborarne le influenze. Viceversa i cineoperatori hanno subito il fascino della Storia dell’Arte, in particolar modo quella contemporanea, portando sul set la biografia dei grandi artisti o rielaborando, attraverso il filtro particolare del video, le suggestioni provenienti dalle loro opere. In Italia le commistioni più evidenti tra Arte Contemporanea e Arte cinematografica si registrano negli anni d’oro del nostro cinema, dapprima con i capolavori neorealisti di Luchino Visconti, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica, e poi con la susseguente nascita della commedia all’italiana. La capacità di esprimere in pochissime immagini l’essenza di un’epoca è stata raggiunta, ai massimi livelli, da un esiguo numero di pellicole, dirette da veri e propri Maestri dell’arte cinematografica sia in “Senso”(1954) del già citato Visconti che nel “Gattopardo”(1963), che ci regala splendide ricostruzioni dell’epoca di passaggio dalla Sicilia borbonica alla creazione del Regno d’Italia. Altri esempi sono “Policarpo, ufficiale di scrittura” (1959) di Mario Soldati, una descrizione dell’epoca della Roma umbertina di inizio Novecento; il capolavoro di Federico Fellini “La Dolce Vita” (1960), straordinario affresco del benessere economico italiano degli anni ‘60. Queste sono opere non solo paragonabili ad un affresco in grado di immortalare l’essenza di un’epoca ma anche resoconti ineccepibili dal punto di vista storico e di sicuro impatto emotivo per la fotografia e le musiche che li impreziosiscono. La perfezione si raggiunge poi con Pier Paolo Pasolini e la sua personale commistione tra cinema, Arte e letteratura, che qui in Basilicata, alle nostre latitudini, abbiamo conosciuto e sentiamo nostro. Pasolini ha messo sù l’arte della Veritas, nel senso Rinascimentale del termine: verità priva di aggiustamenti di opportunità, sincera, scarna, essenziale, impattante, onesta come la nostra Basilicata e la gente di Lucania sa essere . L’illusione ottica del cinema, come arte delle immagini in movimento, è cruciale nella storia del XX secolo. Essa di ottiene con 24 fotogrammi al secondo impressi su pellicola magnetica, quasi come fossero 24 quadri all volta per bloccare una sola immagine. Dipinti che sono divenuti nel tempo fotografia. Il cinema ha saputo essere nel tempo la completa evoluzione di tutte le altre arti. È per questo che ha il potere di creare una “magia”, il pathos, una carica di emozioni che scaturiscono dall’insieme anche vario, dei suoi elementi. Esattamente su questa commistione di stili e di emozioni si basa la mostra potentina “Ricomincio da tre” che ribalta però la piramide delle convenzioni e suggestiona per l’imprevedibilità degli accostamenti, degli slanci, delle discese a valle, della serenità e del dramma che le immagini pittoriche sanno produrre. L’inversione di rotta sta nel ritorno alla raffigurazione tradizionale, alla pittura, alla scultura, alla istallazione, per raccontare, oggi, il cinema di ieri. Dunque, per ricapitolare, “la tradizione contemporanea” imprime su tela “il cinema del passato prossimo”. Una immagine popolare e di riscatto verso l’unica Arte che era popolare mentre dipinti e monumenti erano per pochi, manifesto di ideologie, troppo chiusi in un cerchio di potere che non poteva arrivare agli occhi ed al cuore della gente. La collettiva potentina, la sua varietà, la sua voglia di crescere, si propone, dunque, come un manifesto ed al contempo un omaggio al “coraggio della libertà” che l’arte del nostro tempo sa avere, fuori da ogni logica che crei vincoli, barriere o che abbatta ponti. A cento anni dall’appello dei “liberi e forti”, gli artisti e la bellezza ci insegnano che si può essere migliori del nostro tempo, delle nostre latitudini, di ogni convenzione. ‘’ 

 Merisabell Calitri  Storico dell’arte

 

Ricomincio da tre – terza edizione della collettiva di arte contemporanea organizzata, all’interno della rassegna Potenzartcity, dall’associazione culturale EDM Artelier in un dialogo serrato con il Comune di Potenza – diventa manifesto di una realtà culturale emergente, la quale ormai da anni si impegna per uscire alla luce rispetto a una sorta di oscurantismo in cui era stata gettata dalla storiografia del passato e da quella che è, sicuramente, una storia e una realtà “defilata” (volendo prendere in prestito un concetto introdotto dagli studi locali di arte moderna). Infatti, l’eclettico campione di opere selezionate per l’esposizione testimonia la vivacità artistica contemporanea della nostra regione: un luogo, ieri come oggi, crocevia e nodo di variegate contaminazioni culturali sempre in fermento. Gli artisti lucani si esprimono con un linguaggio continuamente aggiornato sulle esperienze circostanti, pur mantenendo una propria cifra stilistica peculiare: quella della località, o forse meglio, della lucanità. Così, ci ritroviamo tra le opere di artisti emergenti e veterani, per la maggior parte lucani ma non solo, che con linguaggi più o meno sperimentali di colori, forme e tecniche, interpretano un presente camaleontico, fluido e in continua metamorfosi. Una diversità, concetto estremamente attuale, che non vuole essere tanto una diversità avanguardistica, di fronda, ma una diversità che è più espressione della spontanea e individuale interpretazione della realtà: nel caso specifico, la realtà cinematografica. Giovani artisti che si dedicano al disegno imboccando il filone della ritrattistica, e omaggiando i volti noti delle pellicole con primi piani di intensa carica emozionale.
Altri che puntano sul colore come principale mezzo di comunicazione, chi fa della linea il principio fondante del proprio linguaggio e chi, invece, utilizza la materia per dare corpo a frame di indimenticabili film. Le opere dei nostri artisti diventano una sorta di metalinguaggio. L’arte che parla di una delle arti, la settima arte: il cinema. Un connubio osmotico quello tra arte e cinema. Un dare e ricevere tra le pratiche cinematografiche e le arte figurative che è iniziato con dei primi documentari artistici e i critofilm come quello di Carlo Ludovico Ragghianti, del 1964, sul Giudizio Universale di Michelangelo. Un rapporto che è continuato poi con la produzione di docufilm, monografie cinematografiche sulla produzione dei grandi artisti del passato, e pellicole che mettevano l’arte al centro della trama narrativa. In “La migliore offerta”, di Giuseppe Tornatore, l’arte diventa una questione vitale per il protagonista del film, oppure i musei che diventavano luoghi d’incontro in “Provaci ancora, Sam” e “Match point” di Woody Allen, regista anche del meraviglioso “Midnight in Paris”. Ancora, la febbre cinematografica per l’arte ha investito nomi di registi come Dario Argento, con “La sindrome di Stendhal”, Martin Scorsese, con “The age of innocence”, Jean-Luc Godard e Bernardo Bertolucci, rispettivamente con “Bande à part” e “The dreamers”, e Roberto Rossellini con “Viaggio in Italia” e “Paisà” dove il museo, con le sue opere, diventava l’ambientazione per scene misteriose cariche di suspense. In tale parziale rosa di nomi, solo indicativa della relazione tra queste due arti, viene da citare anche Pier Paolo Pasolini, che forse più di tutti ha incarnato la simbiosi arte-cinema. Regista, pittore e tanto altro, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, che con le sue inquadrature umanistiche –cioè con l’uomo al centro di ogni prospettiva –, con le sue citazioni caravaggesche o con gli omaggi a pittori quali Pontormo, ha portato l’arte figurativa nel cinema; quasi la camera scorresse sulla tela di un dipinto. Al contrario, Ricomincio da tre, assorbe i lasciti della cinematografia nei poliedrici linguaggi figurativi contemporanei. Le espressioni di attori, i sentimenti suscitati da un’inquadratura o da una scena, le emozioni di gesti e sguardi in movimento vengono fermati nell’eternità dell’attimo creativo dell’opera d’arte. I nostri artisti, oggi, al contrario di Pasolini, hanno portato il cinema nel mondo delle arti figurative con interessanti omaggi a film e attori per farci viaggiare, attraverso gli occhi, con la mente e il cuore in quelle che sono state le proprie personali folgorazioni cinematografiche. Così, in queste iniziative, ciò che vuole essere la Cappella dei Celestini, con le opere dei nostri autori, è sicuramente un luogo di incontro e confronto per l’arte e la comunità. Non vuole essere un luogo di mistero, come alcuni musei dei film citati appena sopra, ma, anzi, essa vuole essere un luogo di svelamento di una realtà artistica viva, operosa: un motore attivo per, e con, la comunità e il territorio. 
Marina Corsini  Storico dell’arte

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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