RISERVE ( MENTALI) SULLA LEGGE ELETTORALE

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Piero Lacorazza si  duole per il fatto che il mio articolo di ieri ha ingenerato l’idea che la  sua proposta di legge elettorare, che contempla tra l’altro il voto disgiunto, porti alla ingovernabilità e quindi a quell’evenienza chiamata “anatra zoppa”, con un presidente senza maggioranza, così come capitato al Comune di Potenza. Se lui ha capito questo, vuol dire che mi sono espresso male , perché ,più che parlare della sua legge ho avvertito del fatto che nel pd c’è una confusione inimmaginabile, dove ognuno, vestendosi dietro nobili ideali, cerca di tirare , con la legge elettorale, l’acqua al proprio mulino. Non solo ma, nella variegata fauna politica del centrosinistra, c’è chi  ipotizza anche uno scenario da soccorso rosso , ove ci sia l’ipotesi di una legge elettorale che contravvenga al principio di un Presidente che si porta il premio di maggioranza. Sono cose che si sono dette, non pensate, e che uno che, insieme alla passione per la politica, coltiva anche le relazioni connesse a questa passione, ha registrato come possibilità. Questo è quanto, se poi non sono stato lucido nel dividere col trattino chi vuole il voto disgiunto per una finalità e chi lo vuole per un’ altra, può capitare, ma non offusca più di tanto l’analisi fatta e che cioè sulla legge elettorale si stanno giocando le carriere un po’ tutti gli uscenti per cui il retropensiero è più che giustificato.  Da qui la constatazione che, mentre Bolognetti difende il principio che sotto le elezioni non si cambia legge ( e questo non c’entra con il fatto che una volta ha partecipato ad una elezione con la legge cambiata pochi mesi prima nel senso che il principio è principio) , altri vestono di necessità o di opportunità una posizione contraria che mira a cambiare le cose che non gli vanno bene e a lasciare quelle che gli stanno a pennello. Così,se da una parte, qualche consigliere del pd tiene paura che l’introduzione delle quote di genere porti ad un rafforzamento di coppie fortissime che lo tagli dal gioco elettorale, altri cavalcano anche opportunisticamente la tesi di non cambiare niente, perché il listino può servire a trovare una intesa larga e altri ancora scelgono il voto disgiunto perché , pur nell’ipotesi di andare all’opposizione, si tengono gli elettori che vorrebbero dargli il voto ma votare un presidente di  cambiamento e magari di alternativa al sistema. Il ragionamento è questo  e lo riconfermo e il fatto di non essere entrato nei tecnicismi è solo per rispetto al lettore. Che poi la legge che il consigliere Lacorazza ha presentato da molti mesi a questa parte contempli le quote di genere, il voto disgiunto , l’abolizione del listino e non l’anatra zoppa ( perché il premio del 20 per cento che oggi è nel listino verrebbe spalmato sui candidati eletti con le preferenze nella coalizione ) non l’abbiamo detto perché non parlavano di “quella” specifica legge ma delle intenzioni di chi vuole farsi la legge su misura, Spero di essere stato chiaro e di aver dato a Piero quello che è di Piero, al quale chiedo però se è proprio sicuro che il pd non possa presentare in Consiglio una propria proposta. Certo non ci fa una bella figura il partito a bypassare un consigliere, ma tutta la vicenda della legge in questione è stata impostata sull’idea che il fine giustifica i mezzi. E non è certamente un atto di distensione la richiesta dello stesso lacorazza al presidnte del Consiglio regionale di passare subito al merito della legge da lui presentata senza attese ulteriori. Ognuno fa il suo gioco, ma è difficile comprendere come si possa configurare un gioco di squadra rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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