Ricordate Robert Kubica? Era un pilota di Formula 1 che corse nel 2010 con la Renault. Poi ebbe un terribile incidente in rally, che gli fece quasi perdere un braccio. Nelle ultime settimane ha girato con la RS12 (la Renault F1 del 2012) e ha concluso oltre 500km nell’ultimo test sul circuito francese del Paul Ricard. Adesso si mormora per lui di un ritorno in F1.
È una favola molto bella quella che sta vivendo il pilota polacco negli ultimi mesi. Aveva debuttato in F1 nel 2007 con la BMW Sauber e dopo aver scontato un primo grande incidente al circuito canadese di Montréal, era tornato in pista e l’anno dopo aveva vinto proprio il GP del Canada. Dal 2009 iniziarono i mormorii che lo volevano alla Ferrari al posto di Felipe Massa, specie dopo un ottimo 2010 alla Renault e ripetutamente davanti al compagno russo Vitaly Petrov.
Ma il 2011 disse «stop» alla carriera del pilota devoto a Giovanni Paolo II (molto legato al Papa suo connazionale dopo l’incidente al di là dell’Atlantico). Nel corso di un rally – disciplina di cui era appassionato e cui si dedicava in ogni momento libero – ebbe un incidente tremendo, che costò peraltro la vita al suo navigatore. A quel punto la carriera nella massima serie, per Robert, si interruppe. E non sarebbe mai più ripartita.
Fino a oggi. La Renault Sport è molto delusa dei risultati di Jolyon Palmer (a dispetto della sua promozione ai danni di Kevin Magnussen, che pure l’aveva bastonato tutto il 2016, per far posto a Nico Hulkenberg). Come fa notare Stefano Nicoli nei suoi articoli per Fuori Traiettoria, la Casa di Viry-Chatillon avrebbe solo da guadagnare nel sostituire il lento pilota inglese con un sorprendente ritorno in pista del polacco.
Kubica ha girato a Valencia, sul circuito del Ricardo Tormo, con una Renault del 2012. È stato un test circondato di clamore e attenzione da tutti i media: è vero che il polacco ormai è ritornato al mondo delle competizioni (ha anche corso a tempo pieno nei campionati minori rally – il lupo perde il pelo ma non il vizio). Però nessuno si aspettava che sarebbe mai stato in grado di reggere lo stress fisico di guidare ancora una Formula 1. E invece ci è riuscito.
«Più veloce di Sirotkin» mormorano stupefatti nel paddock della serie regina dell’automobilismo sportivo. Il riferimento è al russo che adesso è collaudatore e riserva della squadra transalpina. Un’eterna promessa del mondo delle ruote scoperte, ma che finora non ha mai avuto occasione di farsi valere in un GP di Formula 1. E se Kubica è più veloce di Sirotkin, molte carte iniziano a muoversi.
Il secondo test della Renault sul circuito del Paul Ricard è una spia importante. Nessuno avrebbe ridato la macchina al polacco, visto che l’attenzione mediatica è calata drasticamente. Ma questo significa che ai francesi Kubica interessa per qualche altro motivo. Per dargli il sedile di Palmer, forse. Dopotutto, se è migliore anche della prima scelta che Viry-Chatillon ha in casa per sostituire i propri ragazzi (Sergey Sirotkin, per l’appunto), perché non provarci?
È difficile fare peggio di Palmer. L’inglese sta prendendo bastonate catastrofiche da tutti i suoi compagni di squadra e anche la prova di fiducia che la Casa transalpina gli ha dato, confermandolo per il 2017, sembra estremamente sciupata. Questo non fa altro che aumentare il danno d’immagine che la squadra francese riceve da quando è tornata in prima persona nel mondiale F1, con le sue motorizzate Red Bull che la battono su ogni pista e un margine di miglioramento molto basso. Schierare Kubica (c’è chi sussurra – per quanto sia improbabile – già a Silverstone) sarebbe un colpo mediatico e di mercato senza precedenti. E metterebbe il pepe al sedere anche all’attuale prima guida, quel Nico Hulkenberg che ha dimostrato di estrarre sangue dalle pietre quando guida vetture lente. Ma che quest’anno non ha ancora stupito nessuno…

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come si chiamava il navigatore morto?