ROTONDELLA, NEI FREMITI DELLA MEMORIA

0

Domenico Friolo

BY DOMENICO FRIOLO

Nei fremiti della memoria, il proprio paese assume infinita essenza. Il lucano è fedele al suo passato; nella buona o cattiva sorte, egli non dimentica la radice, come fosse un libro di pietra: tra vette o fossi, tra nevi o sole, osserva le pagine aperte da folate di vento ricolme di voci da meriggi aridi, torridi dove diveniva forte il desiderio di pioggia rinfrescante, leggera. Già… anch’io ho vissuto tutto questo; come altri ragazzi dalle enormi chiome che con le chitarre narravano quei tempi: proteste senza ali, ne spari, ma con tanti fiori profumati e colorati che lanciavano i loro semi nelle pieghe di giorni futuri. Ragazze che non si imbellettavano, se non d’amore, manifestato liberamente come bandiera di una conquista. Ma come dicevo, noi lucani, mai dimentichi delle nostre origini, il tempo di gioventù andato, trascorso passato, portando con sé le chiome allungate, come le chitarre, ora silenti. I nostri capelli divenuti bianchi e diradati a testimoniare ciò che siamo: lucani nell’osso, e amanti della Lucania nel cuore. Che si chiami Potenza, Matera, Melfi o Policoro o in altro nome.

ROTONDELLA NEI FREMITI DELLA MEMORIA

IL MURAGLIONE DEL PURGATORIO

L’arcarsi sinuoso del muraglione avvinghiato alla strada sottostante ne faceva il punto di sosta e di scambi di argomentazioni, il via vai di genti alla fontana, i chiassosi e guizzanti ragazzini giocare, un paio di tavolini con i pensionati e gli operai a giocarsi a carte 3/4 e una gassosa; il buon oste di sinistra e poi il panorama, dono del creato della natura, in tutte le stagioni ne faceva immagine da immortalare.
Oggi, freddo e vuoto è questo luogo, il muraglione accusa gli anni ed il suo aspetto a facciata con pietra vista, è in degrado attaccato da erbacce coriacee che sono infausti orpelli di abbandono a se stesso, come l’opera inconcepibile , perché incomprensibile, la ferraglia che lo ricopre, per darne sicurezza ai passanti della strada nella parte superiore.
Un bruttissimo miscuglio di ferraglia pietre e cemento per proteggere da probabili cadute in basso, in quanto, la pianta stradale sul muraglione divenuta bassa nel rialzatasi a forza di spalmate di cemento sul bellissimo selciato originale di pietra.
Uno dei borghi piü belli d’Italia ?
….Certamente in altri tempi, questo muraglione di pietra dava il suo contributo, alla bellezza del paese, così come tutte le strade del vicinato, il cemento ha giocato un ruolo distruttivo dell’antico originale assetto; ora
divenute orrendi fondi di stradine strette e con scaloni sepolti una schifezza per la comodità di una panda sgangherata, che rende servizio a qualcuno

 

 DOMENICO FRIOLO MEDITERRANEO

ROTONDELLA

Erta, si staglia nitida a monte..
Diamante e faro nell’orizzonte.

Nell’aurora, il sole a lei s’inchina
prima di di risalire, l’ azzurra china.

Ai suoi piedi, l’incantato volto del mare:
verde, azzurro, argento da ammirare.

Semplici, umili ma belle,
case di pietra tra le stelle.

Continue, a circolo, in danza.
Nostrani profumi, fragranza,

sono i frutti ad essiccare,
le salse al basilico ad asciugare,

sulle terrazze, sui muraglioni,
sulle cannizzate, sui balconi.

Abitudini antiche e d`amore,
caratteristico vivace folclore.

Piccolo mondo agreste, contadino,
melodie struggenti, canta il vino.

Genti, raccolte, sedute intorno al fuoco
felici di esserci, felici con poco.

Ecco, é Rotondella,
tanto semplice, tanto bella.

by Domenico Friolo.

 

in copertina, pittura ad olio di Antonio Di Matteo

 

 

 

 

Condividi

Sull' Autore

Domenico Friolo

Domenico Friolo...

Rispondi