SABATO A MELFI FALCONIERI DA TUTTA EUROPA

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Per il sindaco Livio Valvano “Melfi è la Città delle Costituzioni di Federico II di Svevia del 1231. Uno dei luoghi prediletti dell’Imperatore non solo per l’attività di governo ma anche per l’arte della falconeria. Da una felice e generosa intuizione di un nostro visionario concittadino, Nino Laviano, da 20 anni la Città di Melfi prova ad essere il luogo di incontro dei falconieri provenienti da tutto il mondo, che avvertono la necessità di ritrovare nell’unicità di questo luogo le radici di una disciplina e di una cultura intrisa di fascino e di magia. Grazie all’opera mirabile di due associazioni – frutto nell’unico seme piantato da Nino Laviano- associazione Falconieri del Melfese “Nino Laviano” e Gruppo Falconieri “De Arte Venandi”, nell’ultimo fine settimana di ottobre la nostra Città accoglierà falconieri provenienti da tutte le Regioni italiane e dall’estero, per rivivere un’esperienza unica intorno alla fortezza militare del Castello, luogo importante per i Normanni e gli Svevi. Vi attende un viaggio nelle nostre radici, dove storia, enogastronomia ed intrattenimento vi trasmetteranno emozioni uniche e imprimeranno il ricordo di un luogo in cui tornare. A nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità di Melfi auguro a quanti giungeranno nella nostra accogliente Città di assaporare l’essenza di un’esperienza autentica”.

Per l’assessore alla cultura Raffaele Nigro “tra gli incolti di Castel del Monte e Spinazzola, le vallate di San Nicola e di Vitalba è facile perdersi dietro il roteare dei falchi. E’ un roteare senza tempo, nel senso che dagli anni in cui i longobardi e poi i bizantini di Basilio Boiohannes fino a Federico II quelle terre sono sempre state popolate da falchi. Dovette apparire semplice per l’Imperatore tradurre la vita di quei rapaci e il modo in cui essi venivano a contatto con uccellatori e falconieri in una teoria del cacciare o dell’utilizzarli per dominare la natura. Il De Arte Venandi sistemato da Federico e dal figlio Manfredi fu la prosecuzione di un’arte avviata già dagli Arabi e che continuò anche nei tempi degli Aragonesi e dei Doria. Secondo una interpretazione di Anna Laura Trombetti, il libro “De Arte Venandi cum avibus” considerato sino ad ora un’opera naturalistica o di assoggettamento dei falchi alla volontà del falconiere, è da reinterpretare come un libro di sapienza politica e di arte del buon governo, o arte di un Governo fatto di capacità di dominio delle volontà baronali e di quelle del grande popolo. C’è dunque un legame indissolubile tra il De Arte Venandi e il libro delle Costituzioni federiciane. Da questo punto di vista Melfi, la Città delle Costituzioni può candidarsi a buon diritto come Capitale della Falconeria e Città dalla quale partono la rilettura del Codice di Giustiniano e le regole della moderna giurisprudenza”.

“Melfi Capitale Europea della Falconeria- ha detto il Consigliere Regionale, Aurelio Pace- nasce da una intuizione dell’Unione Europea nella dichiarazione della falconeria quale patrimonio immateriale dell’Umanità. Melfi è il luogo che meglio rappresenta, con rigore scientifico e coerenza storica, il grande messaggio culturale della Falconeria quale arte di Governo. Per questa ragione la preziosa sinergia tra L’associazione Falconieri Nino Laviano e l’associazione de Arte Venandi trova con la fattiva collaborazione del Comune di Melfi e Regione Basilicata un momento di virtuosa collaborazione e di sforzo unitario per consegnare a Melfi una straordinaria opportunità: tornare ad essere capitale e punto di riferimento per tutto il Mediterraneo. L’Europa delle identità, nel percorso di Matera Capitale Europea della cultura, parte da questo protagonismo dei territori”.

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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