SALGONO LE PIEGHE SUI CRESPI CAMPI

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Luigi GilioSalgono le pieghe sui crespi campi

Io che ho amato il tuo silenzio
l’odore delle tue parole
caro a te resterò sulle pieghe del tempo
quel poco conosciuto già ansia delle tante memorie
e quel che resta delle giornate lunghe e solitarie

e tutto quel che è stato
riempie il fondo del mio cuore
seppur granuloso, toccato appena dalle tue attenzioni
il suono resta al suo palpito veloce
una danza perpetua ricama il nostro dolore

come campi vergati sulla collina
di fronte al mio petto ora si strofina
con fatica il malmesso respiro
nell’ordinata fretta di mettere insieme
gli incanti del tuo restare al mio fianco

non troppo perso m’immedesimo anch’io
in un universo troppo stanco
che mi fa sentire ancora l’importanza di un amore
anche adesso che sembra lontano
e il tempo ha provveduto a scioglierne ogni legame

da dove si perde questo stanco sguardo
salgono le pieghe sui crespi campi
con l’illusione che macera l’anima da dentro
ci si lascia all’apparenza di vecchi tempi
ai paesaggi nuovi quando tira il vento

anche quando nasce un nuovo canto
si rivelano versi di una poesia
che avvicinano sempre più il cuore all’anima mia
e le fragili emozioni
che tra le mani si custodiscono, sono solo fili buoni

fili buoni del ritorno a casa
quando tutto sembrerà finito
si alzerà leggero sopra di noi
l’alito di un’altro seme
dai campi la speranza sarà frutto nuovo

Luigi Gilio

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