Se Salvini parla alla pancia degli italiani, Giorgetti parla alla testa dei milanesi. E dall’incrocio tra slogan e punti di vista si capisce il quadro nel quale i due si sono mossi in Basilicata. Dice ieri Giorgetti a Ravenna che l’Italia non può avere un ruolo nel Mediterraneo se non ha la piena sovranità sulle risorse energetiche e che le disposizioni del Dl Semplificazioni ( blocco per tre anni delle attività estrattive ndr) dovranno trovare attuazione in termini tali da preservare la sostenibilità ambientale senza pregiudicare le potenzialità di un settore strategico per l’economia nazionale”.. Il caschetto giallo di Salvini aveva questo messaggio di mani libere alla estrazione , e da questo punto di vista , il leader della lega ha ottenuto una vittoria campale proprio nel territorio che sembrava inespugnabile , quella val d’agri dalla quale si alzavano proteste e accuse, e che invece si è dimostrato un panetto di burro per il coltello del Matteo sovranazionale. Piaccia o non piaccia, accanto alla conquista dei voti Salvini si era dato un secondo compito, che adesso appare più chiaro: lo sdoganamento delle attività estrattive contro quelle che considera pregiudizi , cautele, veti preventivi e perdite di tempo. Il 60 per cento dei viggianesi e l’oltre il 40 per vento dei valligiani ha detto che tra salute e lavoro vuole lavoro e chissenefrega. La conseguenza è che oggi sui social appaiono riflessioni che sembrano inserzioni pubblicitarie e che parlano di sicurezza degli impianti, estrattivi, di industrie che applicano tutti i principi di cautela, di tecnologia che può far stare tranquilli. Nessuno scandalo, per quanto mi riguarda, La democrazia è sacra anche quando dà ragione a chi ,per me, ha torto. Ma è chiaro che da domani nessuno si deve lamentare se l’atteggiamento della maggioranza alla Regione è coerente con le motivazioni addotte da Salvini in campagna elettorale , per cui le carte autorizzative camminano più spedite, i veti si fanno meno recisi, i procedimenti autorizzativi vengono trasferiti a Roma quando sorge la necessità di togliersi dai guai. Se leggiamo quest’ultimo anno con la capacità di tenere tutto assieme, si capiscono tante cose, si comprende chi è il Cavour della situazione, chi ha dato la missione a Garibaldi e chi si farà trovare a Teano per la consegna della bandiera strappata alla Lucania. rocco rosa
SALVINI MERITA IL MANTELLO DI GARIBALDI
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