SANITA’, IL TERRITORIO SOFFRE E LA POLITICA FA FINTA DI NIENTE

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Il vizio di cominciare sempre daccapo in alcuni politici, anzi nella maggioranza dei politici, è congenito, del tutto in sincronia con la loro ambizione di passare come riformatorI, mettendo la firma su processi di cambiamento che nella maggiore parte sono treni che si perdono nella notte.  Per la sanità in Basilicata il rischio è molto alto perchè l’esperienza ha dimostrato di trovarci di fronte a persone che non hanno i piedi per terra, parlano in grande e operano in piccolo. Si è posto il problema , trascurato sinora dalla istituzione regionale, di un potenziamento della medicina territoriale. Non è solo un problema della Basilicata, ma della maggior parte delle regioni, se si fa eccezione dell’Emilia e del Veneto  i cui livelli di assistenza  risultano adeguati anche per quanto riguarda la prevenzione e la medicina sul territorio. E’ talmente un problema generale che a livello nazionale le organizzazioni mediche  e gli studiosi della programmazione invocano la costruzione urgente  della seconda gamba del sistema, quella appunto della rete sanitaria di prossimità. E’ tutta una vasta area di intervento che comprende servizi essenziali, dalla specialistica, alla diagnostica, alla assistenza domiciliare , alla cura di ammalati cronici, anziani, diabetici,  nefropatici e portatori di patologie che hanno bisogno di risposte quotidiane. Ed è tanto urgente questa costruzione della seconda gamba del sistema che, già prima della pandemia, il Ministero aveva cominciato a porvi mano, prevedendo agevolazioni e incentivi per forme di aggregazione dei medici di base che sono una delle risposte alle esigenze manifestatE e soprattutto chiedendo alle Regioni che sono sotto il 4 per cento di assistenza domiciliare di potenziare questa voce dei Lea ( la Basilicata ha il 3,18 contro il 2 e qualcosa della Campania, Puglia e Calabria).  E dunque ci vorrebbe un piano sanitario bis, che non significa rivedere tutto quello che si è fatto, ma attaccare il secondo tempo  della partita, esattamente guardando a come potenziare la sanità distrettuale, a come organizzare i servizi di area, a come riorganizzare l’assistenza domiciliare, a dove allocare servizi che per la loro natura non possono non essere vicini alla utenza ( dialisi, rsa, assistenza disabili). Su questo c’è da spremersi le meningi per mettere su un modello lucano di prossimità che sia funzionale e che partendo dall’esistente, sia in termini di strutture che in termini di risorse umane, miri a coprire le esigenze, attraverso un lavoro di potenziamento mirato e graduale. E la prima cosa da fare, visto il tempo che ci vuole a reperire figure professionali è esattamente quella di determinare il fabbisogno di personale medico ed infermieristico  da allocare nei territori, che poi sono la prima risorsa per difendere la salute sul fronte esposto della medicina territoriale e domiciliare. Ma il sospetto è che queste cose non interessino più di tanto i decisori politici, abituati, non da oggi, a  luccicarsi gli occhi con i grandi investimenti  edilizi o le grandi attrezzature ospedaliere. Che pure ci vogliono, ma che non sono esaustivi delle problematiche sanitarie , come la pandemia e la risposta abborracciata che ad essa è stata sinora data, dimostrano. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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