Con Domenico Friolo abbiamo cercato un modo diverso di portare al pubblico una poesia, e cioè scattare la fotografia nel momento in cui essa nasce, incomincia a formarsi, portata da un sentimento che ti prende, ti coinvolge, ti travolge. Questa poesia su Matera è nata su un ricordo di bambino, ed è comprensibile come allora la zona dei Sassi l’abbia vista brutta, confrontata con i parametri che quel bambino aveva delle altre città. Poi c’è tornato e se ne è innamorato. E questa poesia ha fatto il giro del Mondo.rr
“Matera, nei miei ricordi di bambino. Questa città, non mi attraeva, anche se ogni sera ne leggevo il nome accostato a quello del mio paese natio, sul cartello in cima alla corriera. Mi attraeva Taranto, forse perché la vedevo in fondo al golfo, mi attraeva Potenza, dove dividevo la residenza con Rotondella. Matera la seguivo con distacco. La prima volta che la
1) SASSI di MATERA.
Basso nel cielo, sotto la volta azzurra,
il vento sulla Gravina
soffiava aria tersa,
dissolvendo lembi di pigre nuvole
posate sulle aride, gracili rocce di tufo.
Ed ecco che appariva, misterioso,
un paesaggio remoto,
tramandato da ere lontane,
a svelare la vita di quei misteri
in anfratti affascinanti, vetusti.
Sotto l’azzurro plasmato dal cielo,
osservavo, mi abbeveravo di conoscenza
alle sbarre dell’orizzonte dei falchi,
da dove, mi giungevano echi
di preghiera, portati dalla voce del vento,
oltre quel profondo baratro infernale.
Tra rocce, santuari rupestri, passioni
espresse da frati, in altari dai fini colori,
dove veleggiava l’eco degli antichi riti,
rimbalzante tra i Sassi, nella Gravina,
in un sottofondo di delizie silenziose:
a porgere, commossa meditazione.
Lentamente conducevo i miei passi
tra i Sassi, tra quelle viuzze,
tra scale, terrazzi e muraglioni
Mi immergevo in ogni anfratto,
ciascuno diveniva una scoperta,
un bagno di cultura, che imprimeva
allo sguardo il dovere, l’obbligo
di osservare ancora, quel vivere remoto.
Allontanandomi, ripassavo quelle visioni.
Ora, nella terra straniera, dove vivo,
lontano da quelle antiche meraviglie,
passeggiando lungo le rive del Lahn,
rammento, quei giorni materani,
che adagiai nel mio animo lucano.
Preso dal ricordo, non rilevo
i pulcini di germano reale,
razzolare tra i miei piedi,
farmi compagnia nel mio vago andare.
Oltre il fiume, mi confonderò con gli altri,
ma, non certo, per dimenticare.
By Domenico Friolo. 2014
