Benvenuto tra noi scoiattolo meridionale, apprendiamo del tuo arrivo da un comunicato Ansa e un articolo pubblicato sulla Repubblica e che il tuo habitat è in Calabria e in Basilicata, in particolare il versante settentrionale del Pollino e probabilmente si può estendere anche all’Appennino visto che non esistono barriere che impediscono la migrazione. La nuova specie scoperta è denominata Sciurus meridionalis, presenta colore nero con ventre bianco. La livrea rappresenta il carattere distintivo della nuova specie rispetto a quella dello scoiattolo comune europeo detto ‘scoiattolo rosso’ (Sciurus vulgaris) per la colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro ed è presente in tutto il resto d’Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Il lavoro New endemic mammal species for Europe: Sciurus meridionalis (Rodentia, Sciuridae) è stato pubblicato sulla rivista Hystrix the Italian Journal of Mammalogy (http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/article/view/12015/pdf, doi:10.4404/hystrix-28.1-12015) e gli autori sono: Lucas A. Wauters, Giovanni Amori, Gaetano Aloise, Spartaco Gippoliti, Paolo Agnelli, Andrea Galimberti, Maurizio Casiraghi, Damiano Preatoni e Adriano Martinoli.
Il gruppo di lavoro che ha individuato la nuova specie è composto da ricercatori dell’Università dell’Insubria, Università di Milano Bicocca, Università di Firenze, Museo La Specola, Università della Calabria, Museo di Storia Naturale della Calabria ed Orto Botanico, Cnr, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi e dalla Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello”.
L’approfondito studio genetico, morfologico ed ecologico condotto dai ricercatori italiani, coordinati dall’Università degli Studi dell’Insubria (Varese), ha permesso di scoprire che le popolazioni di scoiattolo presenti in Calabria e Basilicata, già note dal 1900 e ritenute come “peculiari” al punto tale da considerarle come una sottospecie dello scoiattolo comune europeo, rappresentano invece una nuova specie di scoiattolo.
La scoperta della nuova specie che risulta essere un endemismo dell’Italia, cioè una specie presente unicamente nel nostro Paese, un’esclusiva tutta italiana spinge anche a evidenziare che la specie potrebbe già risultare a rischio di estinzione, sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, quelle introdotte artificialmente dall’uomo, come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) tipico del sud est asiatico, che possono ritenersi delle vere e proprie forme di inquinamento biologico causate dall’uomo. L’Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità ospitando più di 58.000 specie animali note, tra i quali circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell’Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani.
Caro Sciurus meridionalis, la scoperta di una nuova specie ci dovrebbe far esultare, far pensare a un territorio tanto incontaminato da permettere alla tua specie di evolversi, ma appena arrivato tra noi sei già a rischio estinzione, perché il tuo habitat è fortemente minacciato dalle attività antropiche, che spesso non sono del tutto osservanti delle norme vigenti, sai è costoso tutelare l’ambiente!
Hai avuto la fortuna di scegliere di affacciarti al mondo in una regione, almeno quella più settentrionale, perché la tua casa è la Calabria e la Basilicata, molto ricca! Ricca di georisorse come acqua e idrocarburi, di aree protette, ZPS, SIC, parchi nazionali, parchi regionali, un paradiso terrestre!
Ti presento la Basilicata una delle regioni italiane più sconosciute, ma solo ai più; alcuni, pochi, ma molto pochi la conoscono bene, soprattutto gli stranieri, non pensare a un turismo internazionale stile Dubai, sto parlando delle compagnie petrolifere che vogliono sfruttare i giacimenti di idrocarburi. Sì, il nostro sottosuolo, nostro, perché ormai anche tu sei “lucano” almeno in parte, custodisce il giacimento di petrolio più esteso in terraferma dell’intero continente. Dirai: allora siamo ricchi? Sì ricchi, ma schizofrenici! Sai in questi giorni c’è stato qualche “piccolo” sversamento di petrolio al centro oli di Viaggiano, ma è tutto sotto controllo, non ti preoccupare! Nella diga del Pertusillo sono comparse alghe, avranno saputo del tuo arrivo e sono emerse per darti il benvenuto, qualche “mal pensante” ha subito pensato che le chiazze scure fossero chiazze di greggio, veramente per qualche giorno i quotidiani riportavano tracce di idrocarburi nell’invaso poi si è capito, almeno così ci fanno sapere gli amministratori della Regione e di Arpab che le chiazze scure sono alghe, quindi non ci dobbiamo preoccupare, sono alghe non petrolio. Tu vuoi sapere perché sono comparse? C’è una spiegazione, la stanno cercando, ma io penso che sono comparse per darti il benvenuto! Una nuova specie già a rischio estinzione va accolta con il botto, ma sai, siamo stati distratti dalle notizie sulla diga e ti abbiamo un po’ trascurato!
Tu non ti preoccupare sei in compagnia di poco più di 500.000 abitanti, prima o poi scopriranno cosa c’è realmente nella diga, dobbiamo solo aspettare.
Hai fretta? Hai ragione non sai se ci sarai quando arriveranno le risposte che tutti vorremmo conoscere, ma abbi fede! Prima o poi scopriremo la verità!
Male che va chiediamo all’Europa di finanziare progetti di tutela ambientale, di salvaguardare il tuo habitat già a rischio, ma stai sereno non è solo il tuo a rischio, ci sono specie che si trovano in aree protette, dove pendono istanze di ricerca idrocarburi, o dove arrivano già le royalty della concessione Gorgoglione, ah vuoi proprio un esempio concreto, per esempio il Parco Gallipoli-Cognato e alcuni suoi comuni che hanno il territorio interessato da istanze come Fosso Valdienne o quella denominata Oliveto Lucano che ricade per la maggior parte nel territorio del parco e al vaglio dei ministeri competenti per rilasciare le autorizzazioni necessarie alle concessioni di ricerca e poi coltivazione alle compagnie petrolifere richiedenti.
Sai l’Europa è lungimirante, investe soldi per tutelare habitat e specie animali, la Basilicata ha censito nell’ambito del Progetto Rete Natura 2000, 50 SIC e 17 ZPS, che rappresentano il 17,1% della superficie regionale, quindi stai sereno Sciurus meridionalis, anche a te saranno riservate risorse e ulteriori studi per tutelare il tuo habitat!
Resisti Sciurus meridionalis, meridionalis è meglio che terrone! Sai, alcuni usano chiamarci così, a certe latitudini, oltre la linea gotica, a nord di essa.
N.B. L’immagine di copertina è di Antonio Mancuso e riportata nell’articolo citato.


1 commento
Sono anche nel mio giardino, abito a Veroli (FR)