Come si fa a ergersi difensori della democrazia se il primo che ti rompe le scatole lo fai accomodare fuori dalla porta? O con me o contro di me, sembra essere il minimo comune denominatore di questa stagione politica, fatta di uomini soli al comando che vogliono vincere a qualunque costo , senza pagare il pedaggio di una decisione collegiale, di un confronto preliminare, di una mediazione tra vedute diverse. Tutto è cominciato da “ che fai, mi cacci?” una domanda che sembrava retorica perché mai avrebbe immaginato che lo cacciassero davvero. E così è cominciato la stagione del meno siamo meglio stiamo, in tutti i partiti: nel Pd con D’Alema fuori dal Parlamento, nella Lega con Tosi fuori dalle scatole, in Forza Italia con Fitto e via dicendo. Mancava all’appello il Movimento 5 S ed è arrivata la conferma con il benservito a Pizzarotti, da tempo eretico conclamato . Decisioni dello stesso segno, ma anche con gli stessi mezzi: due pesi e due misure. A qualcuno lo perdoni, oppure fai finta di non aver capito, oppure gli trovi una pezza a colore. A qualc’altro lo bastoni, cacciando dalla tasca la questione morale oppure trovando una regola fresca fresca che si applica alla bisogna. Ora, passi per i partiti che stanno da decenni in parlamento, che sono usurati dal potere, che non vogliono cedere di un mq la posizione conquistata, ma che un movimento di giovani si comporta in maniera così violenta con la dissidenza interna, è qualcosa che preoccupa circa il fatto che può esserci un futuro nel quale l’inesperienza e l’inadeguatezza rispetto al governare si coniughi con la intolleranza verso chi non la pensa come loro. E deve preoccupare il fatto che non vogliono la legge sui partiti, che governano il movimento da una casa privata e che in questa casa si accede solo per invito. Si , d’accordo hanno fatto gesti esemplari e nobili, rinunciando al finanziamento pubblico e devolvendolo alle piccole imprese in difficoltà, ma quando è in discussione il governo del Paese , la gente che pure guarda con simpatia ad una alternativa incomincia a chiedersi se non si rischia un’avventura. Diciamo così: gli uomini dovrebbero fare le regole e le regole dovrebbero guidare gli uomini. Senza regole, chiunque sia, si corre il pericolo di alterare la convivenza e ammazzare la democrazia. E bisogna fare attenzione a quelli che, con la scusa del M5S ,rallentano una legge sullo Statuto dei partiti. Un buon Governante dovrebbe anche pensare , nel fare le regole, che queste potrebbero servigli per quando scende da cavallo.R.R. (FOTO DA LETTERA 43)
SE IL NUOVO HA IL COLORE DEL VECCHIO
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