SE SUPERIAMO L’EMERGENZA LO DOBBIAMO A QUESTI CHE LAVORANO

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Giovanni Benedetto

Da un punto di vista sanitario siamo tutti preoccupati nell’affrontare una calamità sconosciuta che, giorno dopo giorno, ci riserva sempre novità, oscillanti tra speranze e preoccupazioni. E’ però motivo di consolazione il fatto che la stragrande maggioranza sta affrontando i disagi delle restrizioni di movimento con spirito di adattamento e con un intento collaborativo. Scontiamo del resto alcuni errori dovuti all’inesperienza, come quello di non aver saputo impedire che migliaia di persone tornassero al Sud in condizioni di viaggio che hanno contribuito fortemente a creare allarme per una possibile estensione del contagio. Motivo di soddisfazione è la constatazione che la sanità pubblica sinora ha saputo reggere a questa pandemia, con senso di organizzazione e spirito di sacrificio . Ma in questa storia non c’è dubbio che  il mondo del lavoro, quello direttamente connesso con la produzione, è fortemente esposto , come esposto è quello della sicurezza, carabinieri, polizia, vigili del fuoco e mondo del volontariato. Se è vero che l’immagine della infermiera addormentata sul tavolo ha fatto il giro del mondo, a significare il grado di sacrificio cui una parte della popolazione è chiamata a fare, è pur vero che quell’icona rappresenta tutto un mondo che in questa circostanza non sta a casa e si alterna in turni massacranti, si espone a rischi considerevoli, e si alza la mattina sperando di non portare la sera il virus a casa.  Quello che di buono c’è stato in questa esperienza è che , ad un certo punto, cioè dopo i primi giorni di gestione ” politica ” della vicenda, il Governo ha ceduto il passo alla gestione tecnico scientifica, finalmente chiamando intorno a sè scienziati, alte professionalità e tecnici di fama internazionale. E’ una lezione che la politica deve imparare a memoria, evitando di esporsi a figuracce, come è capitato con interventi strumentali di chi prima criticava l’isolamento e poi chiedeva maggior rigore nella chiusura di tutte le attività. E’ stato un bene che il Governo abbia rivendicato a sè il coordinamento e che abbia affidato questo compito ad un gruppo di scienziati ed esperti, in maniera da unificare gli interventi nazionale e regionali. Ancora una volta la
Protezione civile si è confermato fiore all’occhiello dell’emergenza , una struttura  che gli altri Paesi ci invidiano e che ha avuto il merito di contornarsi di una vasta platea di volontariato, sotto forma di associazioni territoriali , la cui mano ogni giorno si rivela preziosa. E’ evidente che se di coraggio, di dedizione e di …eroismo si deve parlare, questo concetto va allargato oltre gli operatori sanitari , inglobando  strutture che hanno la responsabilità e la professionalità di prestare soccorso in situazioni di emergenza. Ed è giusto che le telecamere non si fermino in superficie e vadano a cercare  tutti gli “altri” che lavorano dietro le quinte con la stessa intensità e professionalità, dai panettieri che si alzano alle tre di mattina, ai camionisti che si muovono per la Penisola con turni massacranti e in qualsiasi condizioni meteo, agli allevatori, agli agricoltori che stanno realizzando il miracolo di riempire gli scaffali dei supermercati. Tutti questi che buttano il sangue per difendere il Paese e farlo rialzare, c’è solo un modo per ringraziarli ed è di non complicare loro la vita con atteggiamenti da bulli, con comportamenti avventati e con l’arroganza di chi pensa che tutti gli sia dovuto per diritto divino. Umiltà, solidarietà, coesione, senso di gratitudine sono virtù con cui dobbiamo rifrequentarci.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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