Secessione del Nord rimandata a dopo le elezioni

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Antimo Di Geronimo

La secessione del Nord non partirà il 15 febbraio. L’autonomia differenziata, è così che chiamano la “secessione dei ricchi” (made in Gianfranco Viesti) non sarà più messa all’ordine del giorno della riunione del consiglio dei ministri del 15 febbraio prossimo. E’ una buona notizia per noi meridionali. Perchè, per avere diritto a scuole, ospedali e welfare in generale, abbiamo bisogno dei soldi che avanzano al ricco Nord. Si tratta di quello che gli addetti ai lavori chiamano “residuo fiscale”. Vale a dire, la differenza tra i soldi delle tasse che vengono riscossi in una regione e i soldi che lo stato spende in quella regione per garantire il welfare. E al Nord di soldi ne avanzano parecchi. Per un motivo molto semplice: lì il lavoro c’è e c’è anche la ricchezza. Dunque, i redditi dichiarati che sfuggono al nero (che probabilmente c’è anche al Nord) sono numerosi e di importo più elevato rispetto al Sud.. E quindi le tasse raggiungono importi più elevati che da noi, dove il lavoro non c’è e c’è tanta povertà.

Ma il fatto che il 15 febbraio il governo non approverà il disegno di legge sulla secessione non significa che la Lega vi abbia rinunciato. Probabilmente si tratta di una mossa tattica volta ad impedire di perdere voti al Sud. E scoprire le carte sulla secessione potrebbe nuocere non solo alla Lega, che è forte anche da noi, ma anche e soprattutto al Movimento 5 Stelle. Che nel Sud ha il suo bacino elettorale di riferimento.

Sulla secessione del Nord, peraltro, il capo politico del M5S si è già espresso a favore: “L‘autonomia del Veneto” ha dichiarato qualche tempo fa il giovane leader campano “si deve dare il prima possibile, perché i Veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”.

E ciò deriva da una clausola ad hoc contenuta nel cosiddetto contratto di governo. Dunque, esiste già un accordo “nero su bianco” che obbliga il M5S ad accogliere le richieste storiche della Lega.

Ma sui tempi e sul metodo non sembrerebbe più esserci il pieno accordo tra le parti. E poi c’è il problema dei sondaggi e delle elezioni. L’esito delle regionali in Abruzzo ha confermato i numeri in calo del M5S e il raddoppio dei consensi della Lega. E il M5S, probabilmente, teme che il sommesso clamore sulla secessione, che cresce costantemente, faccia perdere voti al Sud. Dove il M5S ha il grosso del suo bacino elettorale e dove anche la Lega pesca a piene mani. Dunque, meglio aspettare e assumere un basso profilo. Perlomeno fino alle elezioni europee.

Ma all’interno del M5S c’è anche chi è nettamente contrario alla secessione del Nord e propone che il processo di secessione, pure inevitabile, non venga approvato in blocco e a scatola chiusa, ma passi attraverso la discussione parlamentare. Così da tamponarne gli effetti con modifiche e integrazioni. Sono in molti a chiederlo, tra cui Rina De Lorenzo, giurista, deputata napoletana del M5S che, in un ‘intervista al quotidiano Cronache di Caserta, ha esposto una tesi interpretativa diametralmente opposta a quella di Zaia. Il governatore del Veneto, che è la regione più in avanti nel processo di secessione, sostiene infatti che il disegno di legge sull’autonomia differenziata del Veneto va approvato in blocco senza possibilità che il parlamento ci metta lingua. Ma la deputata De Lorenzo sostiene, invece, che la Costituzione impone che il processo legislativo faccia il suo corso, dando la possibilità al parlamento di esprimersi e di proporre modifiche e integrazioni. E’ una tesi interessante che meriterebbe di essere appoggiata anche dai politici di casa nostra. la vignetta in copertina è di francesco Dotti

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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