SEMPLIFICAZIONE, IL NUOVO CHE (NON) AVANZA

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Quello che doveva essere il più grande progetto di semplificazione di sempre della burocrazia italiana a firma di Giuseppe Conte  è arenato in Parlamento da un anno. Un disegno di legge “madre” «recante deleghe al governo in materia di semplificazione e codificazione». Al suo interno rimanda a 10 deleghe per altrettanti decreti su: attività economiche e sviluppo economico; energia e fonti rinnovabili; edilizia e governo del territorio; ambiente; acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni; cittadinanza e innovazione digitale; servizio civile universale e soccorso alpino; prevenzione della corruzione; giustizia tributaria e sistema tributario; tutela della salute.  Si è arenato perchè il metodo era sbagliato, in quanto il Parlamento, secondo le intenzioni del premier, avrebbe dovuto approvare solo dei testi cornice, delegando le norme all’Esecutivo. Figurarsi se in materia come le competenze della pubblica amministrazione statale poteva darsi una delega così forte a scatola chiusa. Naturalmente non se ne è fatta una questione pregiudiziale di competenza, si sono mandati i decreti legislativi nelle commissioni e lì giacciono. Ora che il premier Conte annuncia la seconda fase della semplificazione , c’è da credere che sia cambiato lo strumento e che porti in parlamento un Decreto che sia dettagliato nelle norme. Il che significa che per forza di cose dovrà riguardare pochi settori e quelli più direttamente legati all’emergenza ed alla ripresa e cioè la revisione degli appalti, l’accelerazione delle norme sui lavori pubblici, le norme sulla sanità e quelle più direttamente legate all’accelerazione dello sviluppo: prestiti, mutui, garanzie . C’è da sperare che  , contemporaneamente a questa emergenza, il presidente del Consiglio non abbandoni l’idea di rivisitare, per renderla più snella, la legislazione settoriale, dall’agricoltura al turismo, all’assistenza, alla giustizia dando mandato ai vari Ministri di predisporre altrettanti disegni di legge, che accompagnino quello più urgente  legato all’avvio della ripresa economica. Non facendolo si ricascherebbe nella deleteria semplificazione prodotta da Berlusconi, con tanti commissari straordinari che non hanno garantito né l’efficacia né la correttezza delle procedure, creando veri e propri disastri che si chiamano Mose, Fiera di Milano, eccetera eccetera. Il pericolo è che ancora una volta si proceda per sommi capi, rispetto a priorità e a settori che debbono muoversi ,rimandando a tempi migliori un’opera strutturale di rinnovamento della macchina amministrativa a tutti i livelli. Da quest’orecchio non ci sentono nè i legislatori nazionali, nè quelli regionali ,nè i Sindaci per le cose che possono fare e non fanno. La burocrazia sta bene a questa politica che ama gestire le cose, non riformarle. Vedremo se il nuovo avanza veramente. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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