SERGIO MATTARELLA, LICENZA DI ESPLORARE

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Mattarella ha sbloccato lo stallo. E lo ha fatto con un’eleganza istituzionale inaspettata. Tutti sapevano che il costituzionalista avrebbe lasciato poco spazio a soluzioni extra ordinem: ma la gestione dei mandati esplorativi merita un approfondimento.

Riavvolgiamo il nastro: la scorsa settimana il Presidente si era permesso di chiedere qualche giorno di riflessione per capire cosa fare. Dopo due giri di consultazioni andati a vuoto, si rendeva necessaria una sua azione per sbloccare una situazione congelata. Veti incrociati e maggioranza improbabili rendevano impossibile elargire un qualsiasi incarico.

La matematica non è un’opinione: con tre forze in campo, le coalizioni possibili per sfondare il tetto del 50% più uno sono tre. Perché ciascuna delle tre forze in campo può scegliere con quale delle altre due allearsi. Ne è una dimostrazione la doppia offerta dei 5Stelle a Lega e PD. Peccato che al momento nessuno dei tre poli sembra intenzionato a formalizzare un’intesa con uno degli altri.

Come s’era detto, le carte in mano al Presidente della Repubblica erano diverse. La più tradizionale di tutte era quella che usato: il mandato esplorativo. La Presidente Casellati ha raggiunto il Quirinale ricevendo l’incarico di «sondare il terreno». Ma, per la sua delusione, a Mattarella è venuto un colpo di genio. Ovvero limitare il compito della Casellati all’alleanza tra 5Stelle e centrodestra.

La mossa di Mattarella è importante perché fa parte di una strategia precisa. Ovvero costruire quegli scossoni che servono al sistema politico per rimettersi in marcia. Il primo dei quali è formalizzare la crisi interna al centrodestra.

Salvini è ormai ostaggio di Berlusconi, che sa benissimo di essere la chiave per la premiership del leghista. E per questo zio Silvio non perde occasione per chiedere e ottenere delegazioni congiunte a qualsiasi tipo di incontro, comprese le consultazioni bis della Casellati. Riuscendo a strappare al «nostro leader» condizioni molto vantaggiose per Forza Italia da porre ai 5Stelle. Ovvero un tavolo di trattative a quattro (con dentro i tre del centrodestra), ministri azzurri e un premier leghista.

Tutto rema ormai in una direzione: spingere il Movimento tra le braccia del PD. Argomento che meriterebbe un’analisi molto più rigorosa, e che per ora tralasciamo. Infatti Di Maio non ha modo di accettare una coalizione del genere. Al di là che avesse o non avesse accordi diversi con Salvini, il buco nell’acqua appare alquanto evidente. Il discorso di giovedì a Palazzo Madama sembra una sbandata disperata: il M5s non chiude, ma è chiaro che res sic stantibus o il centrodestra fa un passo indietro o uno dei due forni crolla su sé stesso.

Adesso Mattarella ha dalla sua un’arma ancora più potente: il secondo mandato esplorativo, questa volta al Presidente della Camera Roberto Fico. La Casellati riferirà oggi al Quirinale, e col suo rapporto si esaurirà il suo ruolo. Ormai la settimana è finita: Mattarella si prenderà qualche altro giorno per riflettere (in realtà, per far definitivamente naufragare l’alleanza tra pentastellati e verdazzurri) e col precedente Casellati potrà dare luce verde a Fico. Forse non esplicitamente per coinvolgere il PD, ma perlomeno per esplorare “altre strade”.

E se divenisse impossibile anche un’asse tra centrosinistra e Di Maio, il Governo del Presidente sarebbe davvero ineludibile. Anche perché, a quel punto, le si sarebbe davvero provate tutte.

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels, per Onda Lucana e per Leukòs.

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