SFUMATURE DI GRIGIO BY GIAMPIERO D’ECCLESIIS

 

Da bambino il mio risveglio era scandito da due eventi quotidiani, la colazione che mia madre preparava prima di mandarmi a scuola e l’attesa dietro i vetri di casa.

Aspettavo il passaggio della locomotiva a vapore delle Ferrovie Calabro-Lucane, compariva da dietro l’ampia curva, prima avvisaglia del suo arrivo uno sbuffo di vapore bianco, percorreva tutta la vallata sfiorando Chianchetta spariva in direzione della Stazione di Potenza inferiore lasciando una scia bianca di vapore che scompariva lentamente.

La SiderPotenza già c’era.

Era un miasmo indistinto di fumi grigi che appariva chiaramente solo nelle giornate ventose, che ci fossero o meno camini o depuratori il contrasto era netto tra il bianco candido della vaporiera e il grigio-nerastro dell’impianto siderurgico.

Una macchia nera dalle immagini aeree del territorio macchia in maniera indelebile il terreno segno tangibile di macchie più subdole che certamente hanno colpito i cittadini di Potenza che vivono intorno a quell’area.

Stamattina alla finestra, in una giornata limpida di quest’inverno curioso, ho visto una colonna bianca alzarsi verso il cielo, per un attimo il bambino ha sgranato gli occhi e si è affrettato alla finestra per vedere la vaporiera, ma il vecchio treno è oramai fermo da anni nella stazione.

Fa fumo bianco la vecchia ferriera durante il giorno, la notte, talvolta, le sfumature del fumo sembrano più sinistre, rossastre, giallastre, sono le luci notturne a dare quest’effetto, dicono.

La mia sensazione è che invece il mostro si ritiri di giorno, come molte delle facce ipocrite che agitano la Potenza del potere indossi un viso rassicurante come il bianco del vapore della vecchia locomotiva per nascondere quello grigio che emerge solo al buio, lontano o al riparo degli occhi di tutti.

E’ una storia di sfumature, a scala di grigi, una vecchia storia incrostata che attende verità.