Che un generale commissioni un sondaggio per vedere che cosa pensano i cittadini della sua strategia di guerra è già una contraddizione in termini, per non dire un paradosso. Un generale è chiamato per l’emergenza a decidere che cosa bisogna fare, che sia di gradimento o meno dei cittadini. Facciamolo fare ai cattivi politici questo genere di cose. Loro ormai la faccia l’hanno persa perchè anziché mettere il cervello a disposizione della comunità si sono messi ad auscultarne la pancia , con tutti i rumori che produce, disordinati e contrastanti, andando appresso ad ogni peto che esce sui social e nei sondaggi. C’è anche da augurarsi che quel sondaggio lo abbia fatto con i soldi suoi, altrimenti , per uno che tutta la vita ha spulciato le carte degli altri, per vedere ogni spesa non giustificabile, sarebbe un autogol. Ma io non ce l’ho col Governatore il quale proviene da una famiglia che ha sempre servito con onore ed onestà le Istituzioni,e anche in questo momento cerca di farlo con tutta la buona volontà possibile. Ce l’ho con questa corona( virus) di alti dirigenti che lo circonda e che provenendo da altra realtà si muove in Basilicata con occhi strabici, con l’ausilio oggettivo di una Giunta che , salvo una o due eccezioni di cui avremo modo di parlare, è fatta da gente non all’altezza della situazione e che hanno un solo modo per riscattarsi dal grigiore e dall’inconsistenza, dando le dimissioni prima che si arrivi alla resa dei conti. Si ,perchè , sondaggi o non sondaggi, questo Esecutivo uscirà dall’esperienza indebolito dentro e fuori , più dentro che fuori visto che , al di là della stretta tifoseria al seguito del Governatore, i partiti aspettano che si esca dalla bufera per fare la conta dei danni e chiedere più di qualche testa. Chi segue i fatti tutti i giorni deve per forza di cose parlare dell’alert fatta in tempi non sospetti, quando il virus viaggiava solo in pianura padana, sulla necessità di potenziare subito la prima linea , che era quella dei medici di famiglia e dei tamponi fatti a chi presentava dei sintomi nelle proprie abitazioni. Si è litigato con i medici di famiglia perchè avevano abbandonato le armi ma il vero tradimento è di chi quelle armi non le ha mai fornito perchè non sapeva nemmeno come e dove reperirli. Con il risultato di morti che chiedono giustizia , anche se c’è già qualche misero tentativo di negargliela, assolvendo il tutto come conseguenza di una situazione inedita e incontrollabile. No, che non è così! Si è seguito l’indicazione lombarda e si è sbagliato tutto. Il Veneto e l’Emilia che hanno preso la strada del territorio hanno dimostrato che questa altra strada era quella giusta. Parliamoci chiaro: siamo una regione di una tale inconsistenza demografica, di un tale isolamento orografico, che con interventi tempestivi avrebbe potuto evitare questa drammatica conta dei morti. Tutto lo sforzo a potenziare le terapie intensive, e nessuno attenzione a chi chiedeva aiuto dalle case, col risultato che quelle persone, molte delle quali di giovane età, sono arrivate a fruire delle terapie intensive quando non c’era nulla da fare. E se oggi leggo dalla Gazzetta del Mezzogiorno di un episodio dello stesso tipo, con una donna lasciata appesa ad un telefono con burocrati diversi che ogni giorno le dicono una cosa diversa negandole un salvifico tampone, allora dico che, più che sbandierare sondaggi, sarebbe il caos di rifugiarsi in un più dignitoso silenzio. Lavorate se ne siete capaci, e fate tesoro degli errori, se avete l’umiltà di riconoscerli. Rocco Rosa
SIAMO ALLA FRUTTA ( SE ANCHE UN GENERALE SI AFFIDA AI SONDAGGI)
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