SICILIA, IL GIORNO DELLA VERITA’, L’ATTESA DELLE NOVITA’

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rocco rosa

Anche se il premier Renzi ha preso un po’ le distanze dal voto isolano, dopo che ha deciso di assecondare la candidatura Orlandiana, tanto prestigiosa quanto divisiva, di Micari, le elezioni siciliane sono un passaggio fondamentale della politica italiana di questi anni: 1) perché segnano per la prima volta una irrilevanza del Pd rispetto al gioco di vertice, tutto intessuto intorno alla candidatura di centro destra ed a quella di cinque stelle 2) perché costituiscono la misura del peso elettorale della componente alfaniana, tanto cara a Renzi quanto invisa alla sinistra, 3) perché , in caso di vittoria di 5 stelle, si accredita in modo massmediatico la esistenza di una forza che da sola è maggioranza nel Paese.

Gli ultimi sondaggi elettorali ( SWG) dicono che in una settimana la formazione guidata da Matteo Renzi è scesa dal 26,8 al 25,7%. In calo anche il Movimento 5 Stelle, che resta comunque il primo partito italiano, dal 27 al 26,5%. Nel Centrodestra la Lega risale al 15% dal 14,6 mentre Forza Italia cala dal 13,7 al 13,3%. Fratelli d’Italia-An cresce dal 4,4 al 4,8%. L’area di sinistra aumenta i consensi dal 5,5 al 5,9%. Alternativa Popolare cala dal 2,6 al 2,5%. 

Ecco, proprio le elezioni siciliane dovranno dire se quel disegno renziano di imbarcare, ammesso che ci riesca,  nell’arca di Noè uccelli di specie diverse può essere vincente o meno, fattibile o meno o invece non rischia di portare avanti una operazione di sottrazione al posto dell’addizione. Perché, per giustificare quella percentuale sempre in discesa che ancora vanta a livello nazionale, la componente alfaniana dovrebbe almeno superare la soglia del 5 per cento, in Sicilia che è la sua roccaforte elettorale e dove conta uomini di peso specifico notevole. Un arretramento in quella zona significherebbe che alternativa popolare rischia di essere ignorato a destra come a sinistra.  Una cosa è certa: mentre Renzi vuole vincere e basta e non ha una opzione di riserva per le politiche, la sinistra incomincia a mettere in conto che possa fermarsi per un giro, il tempo di vedere lo stesso segretario del Pd bollire nell’acqua di una contestazione interna e possibilmente rassegnarsi a passare mano. Ed è proprio per evitare una simile eventualità che il segretario del partito dovrebbe già da subito lanciare la strategia di un volto nuovo per il centrosinistra, un premier capace di zittire la nomenclatura di sinistra, di entusiasmare la base elettorale del partito e di quella a sinistra del partito, di scongiurare divisioni interne, mantenendo inalterata la sua forza di leader di un partito comunque centrale e  punto di riferimento obbligato della coalizione. Paradossalmente l’irrilevanza di Alfano agevolerebbe un percorso di ricerca di una nuova identità del centro sinistra, con un Renzi candidato ad essere la massima espressione del moderatismo cattolico e punto di riferimento di quella solida base che si è dispersa un po’ qui un po’ lì, traditi da capi che nella fine della prima repubblica si erano offerti a chi gli offriva uno scranno parlamentare. Se si lavora di prospettiva, ci può essere una seconda stagione del centrosinistra. A patto che da entrambi i lati si capisca che è l’ora di mettere avanti facce credibili, volti giovani e energie inespresse. E a finirla con i personalismi, stilando patti e programmi con strumenti notarili.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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