LO SPIRITO DI BUFFON

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

Chi si è permesso di offendere Buffon dopo l’errore nella partita con la Spagna, per pudore non dovrebbe più permettersi di parlare di calcio. Se ha un po’ di dignità deve trarre le conseguenze e rassegnare le dimissioni dallo scrivere o dal parlare di calcio. Non prima di avere chiesto scusa al portiere della Juventus. Perché un conto è sottolineare un errore che anche il miglior portiere della storia del calcio può commettere, un altro è offendere la grandissima carriera del portiere toscano con le risibili affermazioni che ormai Buffon è finito e farebbe meglio ad appendere gli scarpini al classico chiodo. Non avevamo mai visto Buffon così incazzato per le gravi stupidaggini ascoltate in questi giorni. Ed è stata anche più che legittima la sua reazione molto risentita che si è materializzata con le parole di risposta alle offese e con la grandissima prestazione sciorinata sul campo del Lione della quale, chi capisce di calcio, non si è meravigliato più di tanto conoscendo le incredibili qualità tecniche del portiere azzurro e la sua tempra di uomo con gli attributi. Con buona pace di questi signori, Buffon rimane sempre il numero 1 tra i portieri e il suo addio al calcio è ancora molto, ma molto lontano. Detto questo, ci dobbiamo occupare di quanto successo nella terza giornata dei gironi di Champions. La Juventus ha messo in discesa il suo percorso verso gli ottavi con la vittoria ottenuta sul campo dei francesi del Lione. Che assume un valore maggiore perché ottenuta con i bianconeri ridotti in dieci uomini  per l’espulsione di Lemina e con un arbitro che non è stato nella sua migliore serata. I tre punti che consentono alla Juve di capeggiare la classifica grazie alla differenza reti nei confronti del Siviglia sono sicuramente meritati anche se nel primo tempo Higuain e compagni hanno avuto un predominio territoriale molto evidente che ha permesso ai francesi di uscire dalla loro metà campo pochissime volte. Ma qualcosa non ha funzionato come doveva nel gioco della Juve che ha trovato qualche difficoltà di troppo nell’incunearsi nell’area di rigore presidiata da tutti e undici i giocatori del Lione che hanno avuto il merito di chiudere quasi sempre gli spazi. Il demerito della Juve è stato quello di aver fatto circolare il pallone con eccessiva lentezza e poi Pjanic e Kedhira sono andati ad imbottigliarsi troppo a ridosso dell’area avversaria non trovando gli spazi necessari per fare valere le loro qualità. Ma nonostante ciò le migliori occasioni sono state dei bianconeri bilanciate dall’occasionissima del calcio di rigore di Lacazzette sul quale Buffon ha fatto una parata meravigliosa. Il Lione ha cercato di sorprendere la Juve con un paio di azioni molto pericolose che, manco a dirlo, sono state sventate dal Gigi nazionale soprattutto quella sventata su un tiro a colpo sicuro che ha esaltato i riflessi prodigiosi del portiere juventino che ha mandato in angolo con la mano destra un pallone che sembrava destinato ad insaccarsi. L’espulsione di Lemina ha in certo qual modo reso più fluida la manovra dei bianconeri perché Pjanic e Khedira hanno dovuto arretrare il loro campo di azione ed hanno avuto più possibilità di costruire senza l’assillo del pressing francese che tra l’altro si era affievolito dopo lo sforzo del primo tempo. Al resto ci ha pensato un ispirato Cuadrado entrato al posto di Dybala apparso un tantino affaticato e che pur battendosi con grande determinazione e prendendo diverse legnate non ha inciso come avrebbe voluto. Con questa vittoria la Juve si lancia verso il primo posto finale del girone dal momento che è nettamente superiore agli avversari, compreso il Siviglia che i bianconeri dovranno affrontare nella penultima giornata in trasferta. Grave, non tanto per la classifica visto che il Napoli rimane sempre al primo posto, quanto sotto l’aspetto psicologico l’inaspettato scivolone al San Paolo contro i turchi del Besiktas. Perché è la terza scoppola in sette giorni che incassa la formazione di Sarri dopo quelle con la Roma e con l’Atalanta. Ed onestamente 6 reti incassate in due partite sono decisamente troppe e denotano qualche problema di troppo per gli azzurri campani. Che devono anche prendersela con se stessi, oltre che con la terna arbitrale per aver convalidato la rete decisiva dei turchi in netto fuorigioco. Perché sarebbe bastato maggiore concentrazione ed attenzione, aldilà del fuorigioco, per non permettere al giocatore turco di battere indisturbato Reina. Perché anche un punto sarebbe stato manna dal cielo in una serata storta e che era stata immaginata in maniera diversa dal team napoletano. Che ha buttato alle ortiche la possibilità di chiudere quasi definitivamente il discorso qualificazione. La sconfitta ha complicato le cose perché Benfica e Besiktas si sono avvicinate pericolosamente ai partenopei rei di aver riaperto tutti i discorsi qualificazione. E nel prossimo turno il Napoli non potrà permettersi assolutamente un altro passo falso ad Istanbul perché potrebbe addirittura compromettere il passaggio agli ottavi che dopo le prime due giornate sembrava in piena discesa.  

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Rocco Sabatella...

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