In tutto il ciclo delle politiche industriali svolte dal dopoguerra ad oggi, le leggi migliori sono state quelle che riguardavano l’automatismo degli incentivi. Non uffici, non assensi preventivi, ma “fai ed hai”. La legge sabatini, sulle attrezzature industriali ed artigianali, sui beni strumentali per l’impresa è la capostipite di tuTti questi provvedimenti veloci, ed ha dato risultati sorprendenti, che solo la voglia di metterci le mani da parte delle Regioni, o di ignorarla, ha impedito di trasformarsi in volano per l’intero sistema produttivo. Altre leggi che sono andate in questa direzione e che hanno prodotto effetti non meno sorprendenti sono state quelle sulla energizzazione delle case e sulla ristrutturazione, la prima con uno sconto fiscale pari al 65 %, la seconda con uno sconto del 50 per cento. Ora arrivano altri due strumenti di questo tipo, per la gioia di imprenditori che vogliono intraprendere e non di quelli che vogliono solo prendere. Il primo di questi strumenti è lo sconto fiscale decennale per i condomini che si ristrutturano, il secondo è da un lato la conferma del bonus per le attrezzature al 140 per cento ( cioè spendi cento ma puoi detrarre dal fisco in dieci anni 140), la seconda, rivoluzionaria, la introduzione del superbonus, o meglio dell’iper ammortamento al 250 per le attrezzature e gli strumenti che sono inquadrabili nella cosidetta strategia dell’industria 4.0, cioè l’acquisto di beni hi tech.. La cosa è stata apprezzata ieri dai giovani industriali riuniti a convegno per i quali finalmente l’Italia ha una politica industriale degna di questo nome. Può piacere o meno il personaggio, ma, guardando ai fatti, viene voglia di dire a Renzi vai avanti e vediamo chi ha ragione. E che queste misure siano da prendere in considerazione per l’eventuale integrazione dei fondi regionali alle politiche di industrializzazione , mi sembra una cosa logica. L’automatismo non porterà consensi ma porta certamente sviluppo. Coraggio. (.R.R.)
LE VERE POLITICHE GUARDANO AI REPORT, NON AI RAPPORTI
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