Sono stanco, siamo stanchi di tanto odio e di questa costante derisione e prepotente prevaricazione.
Cercavo le parole giuste per esprimere questa stanchezza ma non le trovavo.
E finalmente poi stamattina le ho lette.

L’odio dei denti stretti, delle urla cieche, dei post su facebook ripetuti fino allo sfinimento.
L’odio del fango vomitato, degli insulti, della falsa ironia che invece si fa scherno e sberleffo ai danni sempre di qualcun altro…
Ecco, quest’odio dovrebbe sfinire e piegare e annichilire.
Perché rivolge le budella, spacca i timpani, capovolge il vero.
Perché sa essere lacerazione, divisione, massacro e cupa nevrosi.
Odiare stanca.
Stanca perché non porta altrove.
Stanca perché non costruisce nulla a parte veleno, barriere e altra cecità.
Odiare stanca.
E stanca soprattutto chi quell’odio non sa provarlo né viverlo né celebrarlo.
Stanca chi vuole capire e non sottostare.
Grazie a Katia De Frenza per averlo detto. E, sopratutto, per averlo detto sotto voce, senza urlare.