L’Associazione Ritorno alla Vita è un’organizzazione impegnata in Basilicata da oltre dieci anni nella promozione della cultura della donazione degli organi e nel supporto ai pazienti affetti da patologie epatiche. Fondata con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sull’importanza della donazione degli organi, l’associazione svolge un ruolo cruciale nel fornire sostegno emotivo e pratico a chi affronta la necessità di un trapianto di fegato. Il presidente Enzo Manicone, non solo presiede ma è anche una figura centrale nell’attuazione delle mission dell’associazione. Enzo si è dedicato attivamente a guidare e supportare altri pazienti nella loro lotta per la vita. Parte integrante del suo impegno è stato l’accompagnamento diretto di numerosi pazienti. Tra questi , 8 persone sono riuscite ad ottenere il trapianto di fegato , mentre altre 30 persone hanno fruito di visite specialistiche in vari ospedali d’Italia e 6 persone sono adesso in attesa di visita per il percorso di trapianto, Più in generale l’associazione “Ritorno alla vita” ha visto crescere il numero di donatori al punto che oggi se ne contano duemila.Tutto questo grazie anche all’Ospedale Universitario di Cisanello a Pisa, con il quale l’associazione ha stipulato un protocollo d’intesa .
STASERA A POTENZA LA COMMEDIA “POVR CHI CAR MALAT” SERATA IN ONORE DEI DONATORI DI FEGATO
0Cultura e solidarietà. Stasera al Centro sociale di Malvaccaro a Potenza va in scena la commedia in dialetto ” povr chi car malat”con la regia di Vincenzo Lauria , organizzata dall’Associazione “ritorno alla vita” che promuove lodevolmente la donazione di organi a supporto dei pazienti affetti da malattie del fegato. L’iniziativa cade nel 30 anniversario della morte del bambino Nicholas Green , in vacanza in Italia con la famiglia, quando fu colpito alla testa da un proiettile lungo l’ autostrada Salerno- Reggio Calabria, nei pressi di Vibo Valentia, perchè la macchina su cui viaggiava fu scambiata da alcuni “ndranghetisti” per quella di un gioielliere, obiettivo di una rapina. Alla sua morte, i genitori autorizzarono il prelievo e la donazione degli organi: ne beneficiarono sette italiani, di cui tre adolescenti e due adulti, mentre altri due riceventi riacquistarono la vista grazie al trapianto delle cornee. Da allora in Italia è scattata la corsa alla donazione di organi, sorretta da una serie di associazioni che ogni giorno si impegnano per allargare la platea dei potenziali donatori, cosa che ha permesso di eseguire 92.478 trapianti in Italia. Determinante per la crescita dei numeri, che ci vedono ai primi posti in Europa, è stata la legge 91 del 1999 che ha formalizzato la Rete trapiantologica italiana. A fare la differenza è stata la nascita di un sistema che vede il Cnt, il Ministero della Salute e le Regioni lavorare fianco a fianco”.
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