STELLANTIS: UNA FASE TRANSITORIA CON DIESEL DI NUOVA GENERAZIONE?

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RIPORTIAMO IL TESTO STENOGRAFICO DELLA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI PORCHIETTO ED ALTRI, DA CUI E’ POSSIBILE RENDERSI CONTO DI COME SI STA AFFRONTANDO IN ITALIA LA QUESTIONE DELL’AUTOMOTIVE

PRESIDENTE. La Vice Ministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, ha facoltà di rispondere all’interrogazione Porchietto ed altri n. 3-02687 (Vedi l’allegato A).

ALESSANDRA TODDE, Vice Ministra dello Sviluppo economico. Grazie Presidente e grazie onorevoli interroganti. La questione sollevata dagli onorevoli interroganti è estremamente attuale ed è stata recentemente trattata in occasione di interrogazioni a risposta immediata in Aula e in Commissione.

Come è noto, il settore automotive costituisce un pilastro dell’industria e dell’economia italiana, contribuendo al 6,2 per cento del PIL, all’11 per cento del fatturato dell’industria manifatturiera e contando oltre 5 mila aziende. Esso sta affrontando un insieme di criticità che vanno dall’incremento dei prezzi, alla penuria dei semiconduttori e alle sfide poste dalla transizione green.

Gli onorevoli interroganti sottolineano, in particolare, che, in occasione della quarta riunione del CITE, sono state definite tempistiche di sostituzione dei veicoli con motori a combustione interna, prevedendo lo stop alla produzione di auto a benzina e diesel entro il 2035.

Orbene, se gli obiettivi della transizione green sono fondamentali, si concorda con gli onorevoli interroganti sulla necessità di garantire, al contempo, l’alta vocazione industriale italiana e le caratteristiche manifatturiere del nostro sistema produttivo. Ed è proprio tale obiettivo che ha caratterizzato gli ultimi provvedimenti del Governo sul tema (si pensi, ad esempio, al cosiddetto decreto Energia).

Il Governo, infatti, è stato impegnato nel riportare gli strumenti di sostegno all’innovazione e alla riconversione dei processi industriali entro un quadro coerente e organico di politica industriale. Tale sforzo riguarda in primis l’implementazione di interventi del PNRR, ma si estende al potenziamento degli strumenti agevolativi finalizzati ad accompagnare i processi di riconversione delle filiere produttive nel quadro di rapida accelerazione nel contesto globale della transizione ecologica e digitale.

In questo quadro, voglio, altresì, richiamare alcuni dei principali strumenti rifinanziati dalla legge di bilancio, quali il contratto di sviluppo, gli accordi di innovazione, gli IPCEI, che nelle diverse fasi (dalla ricerca all’innovazione, dal first industrial deployment, fino alla produzione industriale) sostengono gli investimenti delle imprese.

Ad essi si affiancherà, da quest’anno, il Fondo per la transizione industriale da 150 milioni di euro, introdotto con la legge di bilancio per il 2022 (articolo 1, commi 478 e 479, della legge 30 dicembre 2021, n. 234) e, specificatamente, destinato a sostenere tutte le imprese impegnate nei processi di efficientamento energetico, del riciclo dei materiali e della cattura/riuso dell’anidride carbonica. Il Fondo prevede, tra le altre cose, di accompagnare la riconversione industriale delle imprese del settore automotive verso forme di motorizzazione e tipi di combustibili meno inquinanti e climalteranti.

In particolare, in attuazione delle finalità previste dal PNRR (Misura M2C2-41 – Investimento 5.3), con decreto del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili del 29 novembre 2021, sono state assegnate risorse a sostegno di iniziative di trasformazione verde e digitale dell’industria degli autobus, al fine della produzione di veicoli elettrici e connessi. I fondi ammontano complessivamente a 300 milioni di euro, di cui 250 milioni per nuovi progetti e 50 milioni per progetti in essere. Tali risorse sono destinate a sostenere la realizzazione di circa 45 progetti di trasformazione industriale finalizzati allo sviluppo della filiera produttiva degli autobus, al fine di produrre veicoli elettrici e connessi, ad esclusione degli autobus ibridi, mediante lo strumento dei contratti di sviluppo.

Inoltre, con decreto Mise del 13 gennaio 2022, in attuazione dell’Investimento 5.2, “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del PNRR, sono stati destinati 750 milioni di euro a sostegno dei programmi di sviluppo delle filiere produttive strategiche per lo sviluppo del Paese. Con successivi decreti direttoriali, verranno fissate le date di apertura dello sportello agevolativo dedicato alle domande di contratto di sviluppo, coerenti con le finalità dei due decreti in questione. In tale ambito, potranno essere finanziati investimenti dedicati alla filiera dell’automotive.

Ricordo, altresì, che il cosiddetto decreto-legge Sostegni-ter contiene misure specifiche per favorire e sostenere le imprese energivore, tra le quali rientrano, senz’altro, anche quelle operanti nel settore automotive. Mi riferisco, in particolare, al contributo straordinario a favore delle imprese energivore (articolo 15), a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti sotto forma di credito d’imposta pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022. Per tale misura, infatti, sono stati previsti 540 milioni di euro per l’anno 2022. Ad essi, vanno aggiunti 1,2 miliardi di euro previsti per la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 per le utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 chilowatt (articolo 14).

Alle problematiche del settore è dedicato, inoltre, il tavolo automotive, istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico e, da ultimo, convocato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, proprio in considerazione dell’enorme portata economico-sociale sul nostro territorio delle novità che stanno interessando l’intero comparto.

In tale sede, si è effettuata una ricognizione degli strumenti e delle risorse messi a disposizione dal Mise, per sostenere la filiera, con l’obiettivo di garantire l’equilibrio tra esigenze economiche, ambientali e sociali. Alla seduta del tavolo, tenutasi lo scorso 9 febbraio, hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro dello Sviluppo economico, il Ministero dell’Economia e delle finanze e il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Ogni Ministero ha illustrato le problematiche legate, sia alle trasformazioni in corso per il comparto automotive, sia per la mobilità e si sarebbe convenuto sull’opportunità di individuare una strategia nazionale attraverso la quale coordinare non solo gli interventi, ma anche l’utilizzo dei vari fondi a disposizione, da quelli stanziati con l’ultima manovra al PNRR, fino al Fondo per lo sviluppo e la coesione.

I lavori del tavolo hanno condotto, da ultimo, all’adozione del “decreto Energia”. Con il citato decreto, in particolare, si è intervenuti per ridurre il caro energia per famiglie e imprese e si è previsto un sistema di incentivi per il settore automotive, anche tramite l’istituzione di un apposito Fondo per promuovere la ricerca e lo sviluppo della tecnologia dei microprocessori, la riconversione dei siti industriali esistenti e l’insediamento di nuovi stabilimenti sul territorio nazionale, importante per la sua strategicità, e che si rivolge agli investitori non solo stranieri, ma già esistenti sul territorio nazionale.

In conclusione, ribadisco il massimo impegno del Governo a porre in essere ogni iniziativa di competenza, al fine di favorire lo sviluppo di tutte le filiere afferenti al settore automotive e a tutelare gli interessi del settore, anche in sede di Unione europea, per garantire la continuità produttiva sul territorio italiano e i lavoratori coinvolti.

PRESIDENTE. La deputata Claudia Porchietto ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.

CLAUDIA PORCHIETTO (FI). Grazie Presidente e grazie Vice Ministro. La ringrazio per l’esauriente risposta. Mi permetto di fare alcuni passaggi e alcuni rilievi rispetto a questo tema. Tra le altre cose, stiamo parlando di un’interrogazione del 16 dicembre. Non sembra possibile, ma dal 16 dicembre ad oggi è cambiato il mondo. Lei lo sa meglio di me, sa quali sono le situazioni che oggi stiamo affrontando, che, in qualche modo, ricadono anche su questo complesso passaggio di politica industriale italiana.

Vorrei proprio partire da questo, da come si sta muovendo l’Europa in questo momento e, mi permetto di dire, dalla celerità che dovrebbe imprimere il nostro Governo rispetto alla politica industriale dedicata ad un comparto che per noi è assolutamente strategico. Lei ha fatto un passaggio: ha parlato di forme di combustione meno inquinanti. Io credo che sarebbe opportuno che il Governo sgombrasse il campo dagli equivoci, perché quando parliamo di forme di combustione meno inquinanti stiamo parlando non soltanto della trazione elettrica, ma anche di forme di combustione meno inquinanti.

Perché faccio questo passaggio? Perché, in realtà, il CITE, a fine anno, ha preso un impegno addirittura superiore rispetto a quello su cui si sta ancora dibattendo e che non è ancora stato deliberato a livello europeo con la famosa normativa Fit for 55, che non è ancora giunta a compimento e che, tra l’altro, in questi giorni mi risulterebbe abbia subito anche una battuta d’arresto proprio per le situazioni che, in questo momento, sono concomitanti nel panorama europeo ed internazionale.

Dico questo proprio perché la nostra filiera, che è una filiera che opera su vari ambiti e soprattutto su varie case automobilistiche, in questo momento ha un reale problema. Quello che vorrebbe capire è se le politiche industriali del nostro Paese contempleranno non soltanto la filiera dell’elettrico ma anche la filiera, che già oggi è presente, di una combustione che ha un unico obiettivo, ossia quello di impattare in modo pressoché neutro, vale a dire zero, sull’ambiente (quindi neutralità, diciamo così, di impatto ambientale).

Tra le altre cose, sappiamo di avere imprese italiane che stanno operando nel campo dell’innovazione e della ricerca proprio per arrivare a motori endotermici che possano utilizzare biocombustibili o combustibili sintetici.

Il nostro Governo deve dare un segnale forte rispetto a questo equivoco che è presente sul tavolo. In proposito, in questi giorni, stiamo predisponendo una mozione di maggioranza che verrà votata a breve proprio in quest’Aula: devo dire che, rispetto a questo percorso, abbiamo sensibilità diverse, ma credo sia fondamentale oggi dare un segnale alla nostra filiera dell’auto affinché non si smonti una filiera importante. Dico questo, perché la filiera dell’auto elettrica – lei lo sa meglio di me, perché conosce molto bene questo settore – è una filiera molto corta, molto ridotta; le risorse che verranno messe a disposizione per la riconversione saranno sicuramente utili per molte imprese, ma ne perderemo tantissime, soprattutto quelle piccole che non sono in grado di fare ricerca e di affacciarsi su un mercato completamente diverso. Se accompagnassimo, invece, la nostra filiera verso l’utilizzo di strumenti che attualmente sono già presenti e che vedono di nuovo al centro dell’attenzione il motore endotermico, con un bassissimo, se non nullo, impatto ambientale, anche la nostra filiera verrebbe preservata.

Faccio e sottolineo ulteriormente questo passaggio, perché è proprio notizia di questi giorni che la Germania e, in particolare, le grandi case automobilistiche stanno andando già sui motori diesel di settima, ottava generazione. Proprio l’altro ieri, il Ministro tedesco dei trasporti ha mostrato apertura rispetto al tema di portare oltre la data del 2035 e anche Stellantis, in questi giorni – a cui noi, chiaramente, facciamo riferimento – sta ragionando sul diesel di nuova generazione. Ed è questo il motivo per cui mi permetto di dire che questa interrogazione – ringraziandola per la risposta, perché è vero che ci sono molte risorse – lancia un appello al Governo: chiarezza rispetto a dove vogliamo andare con riferimento alle politiche industriali e segnale forte alla filiera. Probabilmente non dobbiamo guardare soltanto al sistema dell’elettrico, ma partire da un’altra declinazione: l’importante è che ci sia neutralità zero, impatto ambientale assolutamente pari a zero rispetto ai nuovi metodi di trasporto. Questo aiuterebbe sicuramente a fare nuovi investimenti e ad attrarre anche investimenti in Italia.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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